In scena l’ Aida, “la Casa” l’ Opera più amata

01-09-2013

 

Si apre il sipario dell’Arena di Verona sull’Aida, nell'edizione storica 1913  dell’ Opera in 4 atti di Giuseppe Verdi per regia di Gianfranco de Bosio e coreografie di Susanna Egri. Dirige l'Orchestra il Maestro Daniel Oren.

Grande è l’attesa per la più classica delle opere verdiane  consacrata  tra gli assoluti capolavori della lirica del compositore di cui ricorre il bicentenario. Ma delle opere di Verdi, la più amata non già dalla critica, ma dal musicista  stesso fu la “Casa di Giuseppe Verdi” . 

«Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna, o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio»: così scrive Giuseppe Verdi in una lettera e  di questo ci parla e racconta  nell’ originale  formula della  docu-fiction Paola Calvetti nel suo  “ Parlo d’amore con me”- Vita e musica tra le mura di Casa Verdi .

 

ll risultato della combinazione tra invenzione e documentazione - sulle note verdiane - decisamente riuscito per  opera della  giornalista, già responsabile dell'Ufficio Stampa del Teatro alla Scala e finalista al premio Bancarella con il suo romanzo d'esordio, L'amore segreto.

Come in un libretto d’opera, la ouverture di “ Parlo d’amore con me” vede in scena Ada il cui esordio è in tono prosaico. “ Sono una domestica”, “ O,  per dirla alla francese, una bonne. Sguattera, serva donna delle pulizie…”: una percezione identitaria affatto minata dall’orgoglio di un mestiere che si connota di missione e onore per un servizio nella Casa, in maiuscolo, perché speciale, unica, perfetta.

“Un luogo magico dove si diventa vecchi in modo tutto diverso, non come si intende di solito” e persino lei Ada, si sente ispirata alla sempre possibile gloria nella vita.

Tale è lo spirito di accoglienza provato dalla devota cameriera dalla voce d’angelo che tra le mura d’arte , si ritrova a nutrire  il suo irrinunciabile sogno: interpretare  un personaggio emarginato, ma ricco di pathos , come Rigoletto, come Violetta, come tanti altri resi  immortali nell’ opera di cui conosce ogni riga.

L’ospizio parola da sempre associata all’abbandono della vita calda tra gli affetti familiari diviene per magia della musica, l’ospizio più musicale del mondo,  animato da artisti bizzarri, tutti con una vita segreta.

Dietro la maschera di scena i  nati diversi, così familiari a Giuseppe Verdi - un diverso lui in primis- così vicino al sentire di Ada : tutti nati artisti e poveracci, incapaci di amministrare il quotidiano  presi dalle note intime e musicali della vita.

Un’esperienza formativa quella restituitaci da Paola Calvetti, un atto unico di sensibilizzazione umana ed artistica che per voce narrante di Ada fabula la genesi della Casa, non di ricovero - come nell’ intenzione caparbia dell’architetto Camillo Boito -  ma di  riposo nella risoluzione  gridata  di Giuseppe Verdi.

Come ne va fiera Ada e noi con lei: “ Sarà una casa di riposo, gridava il Maestro . Di riposo , hai capito? Non sono malati, sono soltanto poveri”.

Con Ada  leggendo facciamo conoscenza con  tutti gli ospiti  della magica Casa . Sono loro a far vibrare le corde di una vita mai banale.

Riconoscibile la diversità speciale del talento nelle movenze sinuose delle mani da pianista di Piera , dall’algida postura da soprano di Kimiko, nel fascino vetusto di  Ferro, il violinista.

Sono le testimonianze di una vita spesa per la musica e raccolte con intima emozione e partecipazione da Paola Calvetti a rendere la lettura suggestiva e  meditata.

Con Ada e con Paola al cospetto di talentuosi musicisti, comprendiamo  il valore eterno della musica dentro e fuori le mura della Casa: quelli che suonano come loro, te li immagini già a colloquio con gli angeli. A tenerli vivi non è il violino o qualsiasi altro strumento. E’ la loro immaginazione. E nelle righe di Figaro si compie l’incanto dell'amore per l'arte:

 

  Parlo d’amore vegliando,

parlo d’amor sognando.

(…)

E se non ho chi m’oda

parlo d’amor con me

Le nozze di Figaro, Atto 1

 

 

di Severina Carnevale per  UIL " Non solo scuola"

 

 

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