“Livelli di vita” di Julian Barnes

06-10-2013


 

Un talento della scrittura Julian Barnes, autore di Il senso di una fine - Man Booker Prizer 2011 - e della novità editoriale Einaudi “Livelli di vita”.

Nel balloon aerostatico  in copertina, il  librarsi”in un viaggio identitario  alla ricerca del senso della vita, al di là della fine di un amore: quello  intenso, raro, coniugale di Julian Barnes per la sua Pat, perduta solo sul “livello di vita” terreno.

In un fil rouge col suo romanzo di successo, in cui il protagonista risale di ricordo in ricordo, per arrivare alla comprensione che la “ la nostra vita non è la nostra vita, ma solo la storia che ne abbiamo raccontato”, la passione per il volo eleva tre leggendari pionieri ottocenteschi ad altri Livelli di vita.

 

E’ un impulso peccaminoso  al volo quello che accomuna Fred Burnaby, viaggiatore e colonnello della cavalleria inglese, la "divina" attrice francese Sarah Bernhardt e Félix Tournachon, alias Nadar, vignettista ed aeronauta, il primo al mondo a  voler scattare un’istantanea dall’alto di una mongolfiera.

C’è un che di sacrilego nel loro anelito a sganciarsi dalla terra con le sue dolenti turbolenze fino al regno degli dei.

Solo immaginato l’amore di Fred Burnaby e Sarah Bernhardt: lui concreto nell’avventura disciplinata, lei eccentrica e irraggiungibile; solido quello tra Nadar e la moglie Ernestine; eterno ed evocato nella metafora narrativa, quello tra Julian Barnes  e la moglie Pat Kavanagh.

Storie in cui l’incontro tra due persone è  descritto, nell’incipit, come puro mistero:

Metti insieme due cose che insieme non sono mai state. E il mondo cambia. Sul momento è possibile che la gente non se ne accorga, ma non ha importanza. Il mondo è cambiato lo stesso”.

Tutti in decollo, nel “peccato dell’altezza”, nel romanzo autobiografico dedicato a Pat .

Il volo in aerostato , nella memoria storica come nella vicenda narrativa, rappresenta la libertà, pur soggetta al potere dei venti e delle condizioni atmosferiche  e della vita  nella metafora della scrittura creativa. Non è felicità per tutti, come vero è che “mettere due persone  insieme, a volte funziona e a volte no”:

Può darsi che si schiantino e prendano fuoco, o che prendano fuoco e si schiantino. Ma  a volte, invece, ne nasce qualcosa di nuovo, e allora il mondo cambia. Insieme , in quel primo momento esaltante, con quella sensazione esplosiva di ascesa, esse sono più grandi dei loro sé individuali. Insieme, vedono lontano, più chiaro.

Fortunato il volo di Julian Barnes  che, nella rara dote della scrittura, continua a librarsi nel ricordo di Pat e, grazie a sprazzi  di magnifico abbandono alla lettura, ci eleva nelle emozioni.

Dedicata ai suoi lettori, argonauti della vita, la verità di Julian:

Siamo creature destinate al piano orizzontale, a vivere coi piedi per terra, eppure – e perciò – aspiriamo a elevarci. Da spettatori terragni quali siamo, qualche volta ci è dato raggiungere gli dei … Come? Con l’arte, la religione, certamente con l’amore... col rischio sempre in agguato di precipitare in un atterraggio non sempre morbido, anzi “spaccaossa”. Nulla di nuovo nell’amore come sofferenza, ma Barnes trascende pure gli stereotipi e ci restituisce  una visione tutt’altro che rosea  del sentire di coppia, nell’elaborazione del lutto.

Dopo Pat, lucida e lacerante la percezione della “perdita di profondità” nel romanzo e nella vita. Come in un refrain lirico e musicale,  il viaggio in mongolfiera cambia  le note dell’incipit :

Metti insieme due cose che insieme non sono mai state .E il mondo cambia. .. Solo che a un certo punto, prima o poi, per una ragione o per l’altra una delle due persone viene meno. E ciò che viene meno è più della somma di ciò che c’era. In termini matematici forse non è possibile; ma in termini sentimentali, lo è .

Si scende di quota nei sogni, si scende nella memoria. Resta solo il dolore a dimostrare che non hai dimenticato, ad esaltare il sapore dei ricordi.

D’improvviso,  fino a spaventare,  piacere e allegria rarefatta si riaffacciano nel piano orizzontale della vita. E’ l’universo  a fare il suo mestiere, a fare entrare in scena come a diradare le nuvole.

Tra amori infelici o smarriti , il perché della “ricerca”, irrinunciabile a tutti i livelli di vita, è sospeso ad un pallone:

“Perché l’amore è il punto d’incontro tra verità e prodigio. Verità come nella fotografia; prodigio, come nel volo aerostatico”.

di Severina Carnevale per Uil Non solo scuola

 

Informazioni aggiuntive