“Per Isabel” di Antonio Tabucchi

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22-02-2014


Come nello Zahir di Paolo Coehlo, il viaggio alla ricerca di un sogno nelle fattezze di donna è la ragione e l’ossessione di una vita come dell’incanto della scrittura di Antonio Tabucchi nel suo romanzo postumo edito da Feltrinelli: Per Isabel.

Nell’incipit della creazione, restituita nella originalissima forma di nota, la giustificazione dell’autore:

“Ossessioni private, personali rimpianti che il tempo rode ma non trasforma, come l’acqua di un fiume smussa i suoi ciottoli, fantasie incongrue e inadeguatezze al reale, sono i principali motori di questo libro.”

Il distacco, sempre difficile da elaborare, muove la narrazione: per Isabel, la donna da cui il protagonista si è separato senza averne più notizie, l’urgenza di ritrovarsi e comprendere i moti dell’animo come le scelte o piuttosto gli accadimenti della vita.

Nella voce fuori campo di Isabel è, alfine, l’allusiva verità per il protagonista ed il suo narratore: ''Tu ti credi di aver compiuto una ricerca per me, ma la tua ricerca era solo per te stesso... non era tanto io che cercavi, ma te stesso'.

Se la realtà è una superficie piena di buchi  che abbisogna  di ipotesi oniriche che li riempiano, Per Isabel  è la realizzazione del sogno per via della scrittura.

Chi è Silia? Si chiedeva Pirandello ne "Il giuoco delle parti". Come Silia, Isabel è una donna inquieta e imprevedibile, di cui tutti sanno o sembrano sapere una verità diversa.

E come nel mandala in copertina - ovvero il diagramma circolare costituito delle figure geometriche dal significato spirituale e rituale di matrice Buddhista e Hinduista -  l’autore procede per centri concentrici, di voce in voce, verso la ricerca di una possibile verità, l’ultima verità.  E già l’ultima, postuma  verità perché Isabel, il personaggio di Tabucchi in Requiem, morta in circostanze misteriose - forse suicida dopo un aborto -  torna nel romanzo sequel a vivere nuove vite  a seconda della percezione di quanti l’hanno conosciuta.

Suggestiva l’interpretazione dell’amica scrittrice di Antonio Tabucchi, Romana Petri: Ora che sono entrambi morti, continuano però a cercarsi, non trovano pace. Il loro rapporto, faticoso da vivi, così continua ad essere anche in quell'«ovunque fuori del mondo». Concorde il giudizio della critica: Ci voleva un talento sovrumano per ricomporre nell'aldilà un amore vissuto ma anche mancato.

Possibile, solo per talento, il gioco della grande festa della parola e della ricerca letteraria. Come da sinossi, il monologo lascia il posto al delirio, il delirio alla lucidità del gioco e alla tensione lirica. Come in una pista da circo avanzano figure e volti che fanno ampiamente parte della personale mitologia di Antonio Tabucchi.

Al centro della festa Isabel. Forse comunista, donna di facili costumi o clandestina nel regime di Salazar nell’età crepuscolare del Portogallo. In quarta di copertina: Isabel … decine di Isabel, in Portogallo è un nome così comune. Isabel cosa, un’attrice, una modella o che altro?

Certo una donna carismatica, capace di generare scandalo in clandestinità; al suo seguito dal Portogallo fino a Macao -  attraverso la Svizzera  e lungo la riviera napoletana - la  ricerca si tinge di noir per lentamente elevarsi  a metafora esistenziale.

Cerchio dopo cerchio, o cerchio dentro il centro - nella costruzione del  mandala - si tesse la narrazione degli incontri del protagonista: dalla nutrice Brigida alla sassofonista Tecs, dall'ex secondino della prigione politica al fotografo Tiago, dall’astrofisica al prete di Macao come al poeta  allucinato, Isabel assurge a centro ovvero anima del racconto. Ma per voce di Isabel l’ avvertimento: ''Sappi che il tuo centro è il mio nulla, il nulla in cui io ora mi trovo''.

Un romanzo visionario, quello di Tabucchi, che non ha bisogno di giustificazioni: piuttosto che “curioso”, è nel segno della creatività, il bisogno dello scrittore di giustificare le avventure della scrittura.

Oltre all’idea di un suggestivo senso di  colpa nei confronti del mondo come di una più semplice mancata elaborazione del lutto, tutte accettabili per il genio creativo di Tabucchi “altre eventuali ipotesi “ nel gioco dell’intertestualità.

Fuori dal mandala, è il volo della fantasia dell’autore verso lidi remoti perché in quel cielo lontano c’era la luna piena . Ed era una luna rossa .

Nella pienezza di vita, rossa di passione, sullo sfondo di Lisbona - tra evocazioni, nobile fado castiço ed  immagini ad arte, pregne di saudade  nella finzione letteraria di AntonioTabucchi - la grande bellezza di  Per Isabel.

 

di Severina Carnevale per  IRASE UIL Non solo scuola