La storia de “Il Naso” raccontata da Andrea Camilleri

02-03-2014


 

Il Sign. Naso, nella splendida illustrazione di Maja Celija, è il protagonista del racconto di Andrea Camilleri per la serie editoriale di validato successo “Save the Book”  per la Biblioteca di Repubblica  L’Espresso.

Lo abbiamo voluto incontrare nella lettura fabulata di Camilleri dedicata ai suoi lettori e ne siamo rimasti  colpiti.

Con grande talento, il più celebre autore del commissario Montalbano  si è cimentato con la scrittura della fiaba moderna dell’ opera di Nikolaj V. Gogol' 

Il Naso, frutto della fantasia vulcanica dello scrittore russo, lungi dall’essere un racconto pensato per il pubblico infantile, “fiuta” con sottile ironia i vanitosi rituali di una piccola borghesia grassa, ignorante e presuntuosa.

La scrittura creativa di Andrea Camilleri - nell’ambito del progetto Holden -  sortisce il miracolo di restituire con spirito naif  la boria  di chi, da un giorno all’altro, rischia di ritrovarsi senza naso alla ricerca dell'identità smarrita.

"Prima di Gogol', avverte Camilleri, la letteratura russa, soprattutto nella poesia, aveva celebrato grandi “figure eroiche, personaggi quasi mitici che vivevano sulla terra ma sembravano volare alti nel cielo, irraggiungibili come semidei.  Gogol’ fu il primo in assoluto a scrivere della piccola gente, del barbiere, dell’impiegatuccio, della fruttivendola, di quell’umanità che si poteva ogni giorno incontrare al mercato o in un ufficio aperto al pubblico, tratteggiandola con pietosa ironia. Con lui, il popolo minuto irrompe trionfalmente nella letteratura”.

Ed è un umile barbiere, tal Ivan Jakovlevic,  vittima di una moglie dal  cipiglio duro, a ritrovarsi nel panino un naso?! Forse, da lui tagliato per sbaglio ad un “uomo importante”, il maggiore kovalèv.

Il sarcasmo - riservato da Gogol' tanto alla piccola borghesia  quanto alla nobiltà di basso livello -  si  tinge del candore del sorriso dei giovanissimi destinatari della riscrittura di Camilleri.

Suspense misto a stupore condiviso è, nell’intento di Camilleri, quello della scena clou del naso:

E subito con un certo stupore, il barbiere  notò che in mezzo al panino c’era un corpo estraneo, una cosa biancastra. Ivan vi  avvicinò la punta del coltello e la smosse. Poi tastò con l’indice. Era una massa solida. Ma per quanto si sforzasse, non  riusciva a capire  cosa potesse essere. Allungò  due dita prese la cosa, la tirò fuori dal panino e la osservò.

Era un naso… di buona fattura. 

Stupito, lo lasciò immediatamente ricadere, non credendo ai suoi occhi. Li chiuse, se li sfregò, li riaprì. Il naso stava sempre lì.

Nel disegno di sbarazzarsi segretamente  del naso - presto riconosciuto - è il prosieguo del racconto assai avvincente per i dispositivi narrativi messi in gioco da Camilleri nell’ispirazione dell’esemplare di Gogol'.

Scandito in numeri, pure il racconto del tormento del malcapitato senza naso che si determina a rivolgersi alla redazione di un giornale  per pubblicare un annuncio sul suo naso smarrito.

Della serie “sogno o son desto”, le reazioni miseramente umane del maggiore senza naso e senza virtù...

Per voce di Camilleri, neanche la virilità è salva. Salva è, invece, l’ironia del maestro Gogol'.

Ma senza un naso  un uomo non è un uomo! Almeno me  l’avessero mozzato in guerra o in duello, ma è sparito senza un motivo , senza un perché…

Entra in scena “il sospetto”, quello per la ufficialessa superiore Podtocivina la quale gli avrebbe voluto dare in moglie sua figlia. Forse vendetta la sua per il retro front del maggiore? Ed intanto il naso, nelle fattezze umane, è da più parti avvistato, dallo stesso Kovalèv.

Con toni altisonanti è, per il maggiore, l’annuncio del ritrovamento del naso ad opera di una guardia civica col tricorno.  Ma quale orrore scoprire la difficoltà di riattaccarlo con la desolata conclusione dell’austero dottore: metterlo in un barattolo  sotto spirito, meglio se ci versate due cucchiai di vodka forte e di aceto riscaldato. In alternativa , la soluzione è venderlo.

Disperata la reazione del maggiore “No! No! Io non lo vendo… Preferisco piuttosto che vada perduto!

Tra dotte digressioni, è la passeggiata del naso in libertà sulla via Prospettiva Nevskij di Pietroburgo . 

Il racconto ha dell’incredibile, su ammissione di Camilleri che, rivolgendosi  ai lettori, afferma:

Ormai  vi sarete certamente convinti che al mondo possono succedere le cose più incredibili e strampalate. E che talvolta viene a mancare anche la minima ombra di verosimiglianza.

Senza una spiegazione razionale è il ritorno, il 7 aprile, del bizzarro naso che se n’era andato in giro con la divisa di consigliere di stato creando tanto scompiglio. Dove? Al suo posto, tra le guance del maggiore .

Camilleri, nel gioco dell’intertestualità, svela  le visionarie chiusure del racconto a cura del grande Gogol'.

Nella prima stesura, la parte finale era riconducibile ad un sogno del maggiore che al risveglio si doveva rallegrare, al punto di mettersi a danzare …

Geniale, invece, il finale ripensamento dell’autore raccontatoci da Andrea Camilleri.

Torna in scena il bislacco barbiere intento, questa volta, alla rasatura con la massima cautela … Lui sì che sa.

Ed il naso? E’ la domanda che sorge spontanea in  bambini e adulti.

Fece il bravo, come se nulla fosse mai accaduto... senza smarrire l'intima  passione per le divise e le decorazioni.

Nell’epilogo, sono le considerazioni di Camilleri che si interroga, solo apparentemente, sulle fantasie dell’autore per dedicare  tutta la ribollente invenzione a  tutti i nipoti , i suoi e quelli degli altri.

Con  lui, tutti a bordo della scialuppa “Save the Story”  per portare in salvo “qualcosa che sta naufragando del passato”.

Missione compiuta! La storia è salva nell’irresistibile richiamo alla lettura de “ Il naso” originale di Gogol' nei Racconti di Pietroburgo quanto alla lettura condivisa, “ad alta voce”, della  favola del talentuoso “nonno”: Andrea Camilleri.

 

di Severina Carnevale per  IRASE UIL Non solo scuola

 

 Da La Repubblica: 

l'incipit del reading di Andrea Camilleri,

alcune illustrazioni

 

 

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