“In fondo al tuo cuore – Inferno per il commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni

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20-07-2014


 

Nei giorni caldi d’estate, a  ridosso della Festa del Carmine, giunge la novità editoriale Einaudi In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni.

“In giro c'era la solita frenesia, appena rallentata dal caldo sospeso nell'aria come una colata di metallo fuso. Non sarebbe stata una fine della settimana come le altre, quella: c'era il Carmine, quella settimana. C'era la festa, la festa dell'estate e del caldo, la festa della Madonna Bruna e delle grazie chieste e ricevute, la festa delle danze in piazza e dell'incendio del Campanile».

Il genere giallo si tinge dell’ intrigo dell’infedeltà, esperienza sospesa  tra cielo e inferno. Protagonista della narrazione e dell’indagine - a cura del commissario  Ricciardi e del brigadiere Maione - un chirurgo, professore universitario di ostetricia e ginecologia stimato per la sua attività umanitaria a favore delle famiglie più povere. Cade il professore,  dalla finestra del suo studio.

 

Cade, il professore. E intanto i suoi pensieri  si frantumano in mille piccoli pezzi, lampi di coscienza  che non costruiranno mai più una di quelle frasi armoniose per le quali è giustamente  famoso nelle aule universitarie. Ormai sono come frammenti di uno specchio rotto che riflettono nella caduta quello che possono catturare, rimpiangendo quando insieme componevano una sola, bella immagine.

Uno dei frammenti cattura l’amore.

 

Già l’amore ha un immenso potere, compreso quello di far volare fuori dalle finestre un uomo sposato con figlio, forse spinto,, e  l’investigazione del caso si fa interiore. Ricciardi  si riscoprirà incapace di abbandonarsi all’amore e anche per Maione l’apparente solidità familiare sarà messa in discussione.

In sinossi evidenziata la superba maestria dell’autore  la cui galleria di personaggi  è variamente  ambientata  tra quartieri malfamati e interni borghesi troppo tranquilli. Angeliche, infernali e appassionate, sui destini di ciascuno volano le note di una delle piú belle canzoni mai scritte a Napoli, mentre tutto rischia di precipitare nell'abisso. Perché «il caldo, quello vero, viene dall'inferno».

Nel refrain della canzone, sullo scenario della Napoli Anni 30, il senso lacerante dell'amore smarrito come della  vita in solitudine,  in fondo al cuore, anche per il commissario Ricciardi: 

Chiù luntano me stai, chiù vicino te sento;
chissà a chistu mumento tu che piense, che ffaie…
Tu m’he miso int’e vvene ‘nu veleno ch’è ddoce,
non me pesa ‘sta croce che trascino pe’ te…

 

Leggi un  estratto sul sito  Einaudi