“Donne” di Andrea Camilleri

04-10-2014


 

Personaggi femminili della letteratura, della storia e della mitologia muovono la scrittura di Andrea Camilleri: muse del ricordo di un uomo il cui mestiere di scrivere si fa arte nell’intreccio tra ispirazione culturale ed intensità del vivere.

In sinossi, sono loro le protagoniste di questo libro  che ci fa riscoprire la percezione al maschile del fascino, della sensualità e  anche della natura complicata dell’universo femminile.

Angelica, Antigone, Beatrice, Bianca , Carmen, Desdemona, in un ordine  rubricale solo apparente, sono le Donne che Camilleri evoca liberamente nel bilancio di una vita, la sua , assai adulta.

Ed il piacere di riaccompagnare a casa una compagna di classe, magari tenendola per mano si evolve nell’esperienza dell’amore giovanile - non più solo sognato e sublimato come quello di Dante per  Beatrice- ma in anima e corpo.

La Beatrice di Camilleri arriva nella sua vita in un’attesa pari a quella della storia letteraria. Bisognerà attendere l’arrivo della poesia di Petrarca - scrive -  perché la donna venga riconsiderata nella sua inscindibile unità di anima e corpo. La “ forma vera” , come la chiama il poeta. E la forma vera di donna si fa contatto furtivo per il giovanissimo Andrea  con Beatrice , affatto “donna mia”,  piuttosto giovane donna del suo amico Filippo.

Appena fuori vista, ci mettemmo a correre, il desiderio bruciava più del sole. Come in un atto eroico, su una spiaggia deserta ed in sfida con le convenzioni dell’amore fedele - racconta Camilleri- “ ansanti, cademmo all’ombra di uno sperone di marna bianca” .

Un amore consumato in fretta quello con Beatrice , senza una parola , fuori dal tempo e del mondo che si ricompone -  pur senza apparente ragione -   in un  prevedibile equilibrio . La sera stessa della giornata “anima e corpo” , l’amica Beatrice tornò  a ballare col suo Filippo.  E come allora non le domandai perché non me domanderò neppure oggi - conclude con una vena di suggestiva saggezza  Camilleri – a settant’anni di distanza.

Se la sua Beatrice,  ovvero la donna di Filippo, ne segna l’evoluzione di giovane uomo, donne come Angelica e Antigone restituiscono fascino autentico all’età matura di personaggi femminili “ad arte” ed impegno politico e sociale come Angelica Balabanoff   e  altre donne stoiche le cui  vicende umane si connotano  di dimensione tragica, alone di morte , cupa e rocciosa volontà.

L’incipit per il ricordo della donna fiera, vittima di ingiustizie di mafia, è la tragedia “ I sette a Tebe “ di Eschilo che  Camilleri - talentuoso narratore - restituisce in suggestiva attualità.

Una lettura pregna di cultura e appartenenza alle sue radici quella di Camilleri le cui donne - fiere che non cedono a minacce né a lusinghe, pronte ad affrontare il loro destino… misteriose che compaiono e scompaiono nel volgere di un viaggio in nave…  soavi e inebrianti, come la Sicilia… scandalose, perché non hanno paura di prendere ciò che è loro, compresa la libertà  rimangono – tra evocazioni  d’arte e di vita -   semplicemente, donne.

Trentanove le "Donne", dalla A di Angelica alla Z di Zina che  nella scelta di Andrea Camilleri dell’ infinito, vastissimo mondo femminile, vogliono essere solo un tentativo di penetrazione in un universo affascinante, in ragione proprio del misterioso  sentire.

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