Il blocco dei contratti e delle progressioni di carriera

29-01-2015


di Vladimiro Caliolo 

In nome della “Buona scuola”, entro il 28 febbraio 2015, il governo Renzi emanerà un decreto che modificherà gli aumenti periodici di stipendio del personale della scuola legati all’anzianità di servizio con gli scatti legati al merito. 

Si ritiene utile ricostruire una storia che inizia dal 2010 che vede coinvolti vari governi, di destra, di centro e di sinistra accomunati da un vero e proprio accanimento contro il personale della scuola, in nome del contenimento della spesa pubblica. 

I governi Berlusconi, Monti, Letta non  hanno tenuto conto che il sistema dei “gradoni” è strutturale e non esiste altro metodo di progressione di carriera nelle more dell’introduzione della “valutazione “dei docenti, e pertanto intoccabili. 

Il governo Berlusconi con l’art 9 del DECRETO-LEGGE 31 maggio 2010, n. 78 blocca i rinnovi contrattuali:  comma 1“Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio .. non può superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente spettante per l’anno 2010

Comma 23: “Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti”.  

Le proteste delle organizzazioni sindacali costringono il Governo Berlusconi - in base al comma 9 del più volte citato art. 64 legge 112/2008una quota parte delle economie di spesa di cui al comma 6 è destinata, nella misura del 30 per cento, ad incrementare le risorse contrattuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della Scuola a decorrere dall'anno 2010, con riferimento ai risparmi conseguiti per ciascun anno scolastico”- ad emanare D.I. n.3 del 14 gennaio 2011 per il recupero degli scatti 2010:

Art. 2. La somma di euro 320 milioni è destinata al recupero dell’utilità dell’anno 2010 ai fini della maturazione delle posizioni di carriera e stipendiali e dei relativi incrementi economici del personale docente, educativo ed ATA”.  

Il contratto CCNL 4/8/2011 cancella la Fascia da 3 a 8 anni come contropartita dell’immissione in ruolo di oltre 130.000 fra docenti e ATA relativa al triennio 2011/2013; questa cancellazione, di fatto ha prodotto l’effetto di lasciare inalterato il monte salari dei nuovi assunti. 

Con  l’art.1 comma 3 del CCNL 13.03.2013 si recuperano gli scatti 2011:Il presente CCNL è finalizzato a consentire il recupero dell'utilità dell'anno 2011 ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali di cui all'art. 2 del CCNL 4/8/2011, con la conseguente attribuzione al personale dei relativi incrementi economici”. 

Il governo Letta con il decreto n. 122 del 4 settembre 2013, proroga il blocco degli stipendi al 2014 ed  estende al 2013 la non utilità ai fini della progressione di carriera.

L’intervento delle Organizzazioni sindacali porta il governo Letta  con il decreto n.3 del 23 gennaio 2014 ripristina gli scatti 2012 e 2014:” 1. Nelle more della conclusione della specifica sessione negoziale, finalizzata al recupero dell'utilità dell'anno 2012 ai  fini della  maturazione dell'anzianità  stipendiale, e comunque non oltre il 30 giugno 2014, non  sono  adottati i provvedimenti di retrocessione a una classe stipendiale inferiore del personale scolastico interessato dalla  predetta  sessione  negoziale che ne  abbia  acquisita  una  superiore  nell'anno  2013.   

Il CCNL dell’8 agosto 2014 consente il recupero dell’utilità dell’anno 2012 ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali di cui all’art. 2 del CCNL 4/8/2011, con la conseguente attribuzione al personale dei relativi incrementi economici.

Il governo Renzi intende modificare l’impianto economico del personale annullando unilateralmente l’art.78 del CCNL 2006/2009, sottraendo, quindi, al personale l’unica possibilità di difesa del salario.

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