Libro-film di formazione: "Bianca come il latte, rossa come il sangue"

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E’ grande l’attesa dei giovani sui social networks per il fim "Bianca come il latte, rossa come il sangue", tratto dal romanzo di Alessandro D'Avenia, edito da Mondadori. Le ragioni risiedono nel successo del libro consacrato romanzo di formazione dell’anno 2012.  E se la parola formazione rimanda agli adulti in continua doverosa riqualificazione delle proprie competenze,  nello spazio IRASE UIL essa si connota di qualità dinamica ed interattiva rispetto ai giovani della Scuola. Si impara e migliora insieme, giovani ed adulti della scuola  attraverso scelte condivise di didattica laboratoriale: leggere e sperimentare testi di narrativa o cinematografia sono attività culturali ed educative  su cui innestare percorsi di apprendimento significativo finalizzati  al disegno della personale identità.

In questo senso il libro del “prof”, Alessandro D’Avenia, è un caso di successo editoriale, di atteso remake cinematografico e ancor più di attenzione partecipata nella Scuola.

La trama è di per sé avvincente:  il protagonista Leo è un sedicenne come tanti, ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio ed  i professori "una specie protetta che speri si estingua definitivamente".

E’ in questo contesto di vita ordinaria a scuola , che l’arrivo del nuovo supplente di storia e filosofia è atteso e finanche  preparato con cinismo e palline inzuppate di saliva.

L’ insegnante risulterà, invece, destabilizzante nella sua eccentrica diversità. Interpretato al cinema da Luca Argentero, sempre perfetto nei panni del diverso, si distingue per un vivace bagliore  negli occhi di ardore per la vita a scuola e non solo, per la fede naif nella ricerca del sogno.

Scene di vita a scuola  e intime realtà si fondono nella narrazione di D’Avenia e richiedono un cast interpretativo di tutto riguardo.

Nel racconto Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l'assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Rosso è il colore dei capelli di Beatrice, rosso è il colore dell'amore e  della passione per lei, inconsapevole destinataria dei  suoi sogni adolescenziali.

Rosso è pure il colore del sangue vivo che scorre come linfa vitale nelle vene, rosso è il colore delle ferite immaginifiche del cuore. Bianco è, per simbolico contrasto, il colore associato alla malattia di Beatrice . E’ su questo lacerante divario di colori ed esperienze di vita che si gioca il ruolo in divenire del giovane Leo come persona:  dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

Bianca come il latte, rossa come il sangue, percepito come romanzo di formazione, è un testo coraggioso che, attraverso il monologo di Leo - ora scanzonato e brillante, ora più intimo e tormentato - racconta cosa succede nel momento in cui nella vita di un adolescente fanno irruzione la sofferenza e lo sgomento, e il mondo degli adulti sembra non aver nulla da dire.

In un recupero moderno e vitale  della complicità tra docente ed allievi  nella scuola che vale l’esperienza condivisa della formazione,   si genera l’ energia delle risposte alla vita, pur tra dolori e difficoltà.

I veri protagonisti in questo romanzo/film  sono i colori:  “Ogni cosa è un colore. Ogni emozione è un colore. Il silenzio è bianco. Il bianco infatti è un colore che non sopporto: non ha confini”.

La scrittura nel romanzo dà il senso della formazione come evoluzione: Leo inizia il suo percorso con questa frase:” Mi sento un errore, un errore di ortografia. Una doppia dove non ci va, un "fà" con l'accento. Un colpo di bianchetto e io sparisco, come tutti gli errori. Il foglio resta bianco, pulito, e nessuno vede il dolore nascosto dietro quello strato bianco.” La sua finale diversità è anche essa percepibile attraverso  le parole: “Il mio sorriso dice senza parole che quando cominci a vivere davvero, quando la vita nuota dentro il nostro amore rosso, ogni giorno è il primo, ogni giorno è l'inizio di una vita nuova. Anche se quel giorno è il primo giorno di scuola” .

Il film Bianca come il latte, rossa come il sangue, come tutti i film tratti da un romanzo,  va in sfida con le parole e con i colori delle emozioni.  Nell’attesa … il ciak trailer

A cura di IRASE UIL Brindisi