Diplomati Magistrali | E' ricorso in Cassazione >>> Turi: azione giuridica è parte di nostro impegno più ampio per garanzia dei diritti

19-04-2018

 

DEPOSITATO IL RICORSO  PER CASSAZIONE AVVERSO LA DECISIONE DELL’ADUNANZA PLENARIA DEL CONSIGLIO DI STATO SUI DIPLOMATI MAGISTRALI

Il ricorso per Cassazione è stato depositato in opposizione alla sentenza n. 11 dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato dello scorso 20 dicembre 2017, che ha escluso dalle GaE i docenti in possesso del diploma magistrale.

 

Su questo argomento è previsto per il giorno 20 p.v. un incontro a livello politico tra i Sindacati ed il MIUR.

Sono quattordici  i legali che hanno partecipato alla stesura del ricorso che congiuntamente e collettivamente, ognuno in rappresentanza della propria sigla sindacale di riferimento, hanno agito unitariamente per chiedere l’annullamento della sentenza che si presenta quantomeno contraddittoria sul piano prettamente giuridico.

Questa azione legale, promossa dalla Federazione UIL Scuola, è finalizzata a sostenere  in sede politico-sindacale con il nuovo Governo una chiara presa di posizione a favore dei docenti coinvolti e a cui vanno date le dovute risposte in termini di stabilizzazione del proprio rapporto di lavoro.

Siamo ben consci che l’azione giudiziaria promossa innanzi alla Cassazione, non  sia di per sé risolutiva e  si renderà necessaria un’azione politica per rimettere in un ambito di equità, il riconosci,mento dei diritti dei docenti magistrali che stanno garantendo la continuità della funzione dello stato in termini di diritto allo studio degli alunni. L’azione giudiziaria, pertanto, può essere utile per contrastare anche sul piano giuridico le motivazioni dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato.

Già nell’incontro del giorno 20 p.v. avanzeremo le proposte di soluzione, in attesa che si costituisca il nuovo Governo a cui spetta il compito di trovare, attraverso il confronto sindacale, la  soluzione condivisa con il mondo della scuola e non in danno ai lavoratori che oggi contribuiscono alla formazione e alla crescita dei nostri giovani.

Non riteniamo percorribile una soluzione che, in esecuzione della decisione dell’Adunanza Plenaria, possa anche solo lontanamente immaginare di licenziare e di rimuovere dal proprio posto di lavoro migliaia di docenti che ogni giorno svolgono con dignità e professionalità non solo il proprio lavoro ma l’alta missione educativa alla quale sono quotidianamente chiamati.

Parimenti, non dobbiamo dimenticare che molte questioni vanno riportate all’attenzione del nuovo Governo per ristabilire situazioni di equità che la legge 107 che si  era prefisso di risolvere, ha lasciato irrisolto, per cui, nello stesso incontro la UIL scuola rappresenterà di nuovo all’amministrazione l’esigenza di trovare una soluzione per i docenti di religione cattolica vincitori del concorso del 2004 e con 36 mesi di servizio.

All’interno della fase ordinaria bisognerà prevedere una procedura concorsuale per questo personale, applicando le stesse regole e gli stessi principi già previsti per il concorso riservato relativo al personale abilitato per il reclutamento nella scuola secondaria.

Si verrebbe così a sanare una situazione di palese ingiustizia in quanto il vincolo dei 36 mesi di servizio previsti dalla Legge 107/15 ricade anche su questo personale.

Così come sarebbe opportuno considerare i tanti assistenti amministrativi che da decenni svolgono mansioni di DSGA ed avrebbero diritto, al pari delle altre figure, a percorsi dedicati al superamento dello stato precario in cui sono compresi.

 

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