REPORT incontro all'INPS su applicazione APE

19-04-2018

 

L’11 aprile scorso,  su richiesta delle Confederazioni CGIL, CISL E UIL, si è svolto un incontro presso la Direzione Generale dell’Inps, alla presenza del rappresentante del Miur, della Presidenza del Consiglio, dei Patronati Inca, Inas e Ital Uil e delle organizzazioni sindacali della scuola.

 

Per la Uil hanno partecipato  Fabio Porcelli, per l’Ital Michele Zerillo e per la Uil Scuola Francesco Sciandrone.

L’ordine del giorno, sempre su richiesta delle confederazioni, riguardava l’APE sociale e l’APE volontario da applicare nella scuola.

Il dott. Sabatini, pertanto, invita nell’ordine le Confederazioni ad esporre le loro perplessità e a formulare delle proposte. Le Confederazioni tutte hanno ribadito il fatto che, nella scuola, l’unica uscita al 1° settembre di ogni anno penalizza fortemente i lavoratori che si trovano a poter fruire del beneficio dopo almeno un anno dalla certificazione del possesso dei requisiti per accedere all’APE sociale.

Ricordiamo che l’accesso all’APE sociale riguarda il personale che compie 63 anni di età entro dicembre 2017 e 2018, con almeno 30 anni di contribuzione sempre a dicembre. La norma, inoltre, prevede le dimissioni dal servizio per poter accedere all’APE sociale la quale, è bene stigmatizzarlo, non è una pensione, bensì una indennità (erogata nella misura massima di € 1.500,00 lordi mensili) che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dell’età di vecchiaia.

I vari interventi che si sono avvicendati hanno avuto tutti un comune denominatore: rispetto dei diritti acquisiti ed emanazione di una deroga all’uscita diversa dal 1° settembre. In particolare Sciandrone ha portato come esempio il caso (non unico tra l’altro) di un lavoratore della scuola il quale aveva ricevuto nell’ottobre 2017 la certificazione da parte di Inps del possesso dei requisiti per l’APE sociale. In mancanza di normativa che consenta di dare le dimissioni in corso d’anno, l’interessato ha atteso la circolare del Ministro dell’Istruzione che è stata emanata nel mese di febbraio 2018 e che consente di presentare le dimissioni al dirigente scolastico della scuola di servizio con decorrenza 01.09.2018. La differenza tra il periodo di presentazione e la sua fruizione determina in alcuni casi la perdita dei requisiti,  come nel caso in cui tra la presentazione delle dimissioni e il 1° settembre dovesse venire

a mancare la persona disabile, l'assegno dell'APE sociale non verrebbe erogato ( Es. decesso della persona assistita) per concedere l’assegno dell’APE sociale. Ciò riguarda, per l’Inps, tutti i lavoratori del settore pubblico e privato per i quali, presentate le dimissioni secondo le regole del proprio comparto, al momento dell’accesso all’APE sociale devono possedere tutti i requisiti previsti dalla normativa.

A nulla sono valse le proteste di tutti i presenti perché i funzionari dell’Inps sostengono che ciò è presente nelle norme per l’accesso all’APE sociale.

Il dott. Molitierno, nel ribadire che non è consentita una uscita differente dal 1° settembre di ogni anno - dimenticando che già per il 2016, in  occasione dell’applicazione della sesta salvaguardia, è stato consentito il pensionamento dal mese successivo alla domanda oppure, a scelta, dal 1° settembre 2016 - ha affermato che  a coloro che sono destinatari di APE sociale e che perdono i requisiti prima del 1° settembre 2018, si consentirà di revocare le dimissioni e rimanere in servizio. In tal caso si creerà ad avviso della UIL   il seguente problema:  se si ritirano le dimissioni prima che il posto sia reso disponibile per i movimenti, l’interessato rimarrà in servizio dove era titolare; in caso contrario gli sarà assegnata una nuova titolarità.

Siamo di fronte ad una inaccettabile e netta lesione di un diritto che è condizionato da procedure amministrative indipendenti dalla volontà del lavoratore; siamo in presenza di un diritto a tempo e che lede la parità con gli altri lavoratori che possono esercitare i propri diritti  dal mese successivo alla comunicazione della legittima fruizione. La Uil Scuola, ritenendo inaccettabile tale decisione, si riserva ogni possibile azione per  dare piena tutela ai lavoratori  e ai loro diritti, senza escludere il ricorso alla via  giurisdizionale.

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