RPD: la cassazione la riconosce anche ai supplenti temporanei

14-09-2018

 

Con una recentissima pronunzia di luglio 2018, la Cassazione, modificando il suo precedente orientamento in materia, ha riconosciuto che la retribuzione professionale docenti (RDP) pari a 164 euro mensili, deve essere riconosciuta anche al personale con supplenze brevi e saltuarie.



La Cassazione ha, infatti, riconosciuto sussistente la violazione della direttiva comunitaria 70/1999, per l'evidente discriminazione posta in essere nei confronti del personale precario con contratti inferiori all'annualità..

Tutto il personale docente a prescindere dal tipo di contratto stipulato, ha quindi pieno diritto all'assegno tabellare integrale.

La Corte di Cassazione ha chiarito che :"si deve ritenere che le parti collettive nell'attribuire il compenso accessorio 'al personale docente ed educativo', senza differenziazione alcuna, abbiano voluto ricomprendere nella previsione anche tutti gli assunti a tempo determinato, a prescindere dalle diverse tipologie di incarico previste dalla legge n. 124/1999" ciò in quanto "una diversa interpretazione finirebbe per porre la disciplina contrattuale in contrasto con la richiamata clausola 4 tanto più che la tesi del Ministero, secondo cui la RPD è incompatibile con prestazioni di durata temporalmente limitata, contrasta con il chiaro tenore della disposizione che stabilisce le modalità di calcolo nell'ipotesi di «periodi di servizio inferiori al mese".

Pertanto, a tutto il personale docente ed educativo, sia esso a tempo indeterminato che determinato anche per supplenze brevi, ai sensi dell'art. 7 del CCNL 15.3.2001 interpretato alla luce del principio di non discriminazione - clausola 4 accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE - ,  deve essere riconosciuta la Retribuzione Professionale Docenti.

A tal proposito, al fine di tutelare gli iscritti e per interrompere i termini di prescrizione, Uil Scuola Rua ha predisposto due diversi modelli da inviare entro e non oltre il 30 ottobre 2018:

  • il primo può essere utilizzato direttamente dall'interessato; 
  • il secondo può essere utilizzato dalla struttura UIL Scuola che lo invia per i propri iscritti. 

Alla diffida seguirà l'eventuale azione giudiziaria davanti al Tribunale competente.

Su 5 anni (per evitare la prescrizione) l'importo da recuperare potrà variare tra 2.500,00 euro sino a circa 5.000,00 euro. 

Per qualsiasi informazione potete contattarci o recarvi presso il nostro ufficio di via Dalmazia 37.

 

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