Tra libro e film: la magia di Oz continua…

Indelebile nella memoria della nostra infanzia è ll meraviglioso mago di Oz (The Wonderful Wizard of Oz, 1900) , il celebre romanzo  di L. Frank Baum.

Solo una più matura e consapevole lettura adulta è capace di svelarci il fascino della fabulazione:  è una  insolita favola, quella del Mago di Oz,  senza  esplicita morale finale che conduce il lettore  in un mondo bizzarro, popolato di stravaganti personaggi, dove l’impossibile è pura realtà. E la morale si disvela nell’incanto intertestuale della narrazione.

Prima di andare con i nostri piccoli al cinema per l’attesissimo film  2013 “ll grande e potente Oz (Oz: The Great and Powerful) -  diretto da Sam Raimi -  l’occasione è buona per rispolverarne  le pagine della memoria, rispetto ad una visione filmica che nelle intenzioni  cinematografiche del  “prequel” o  antefatto  si preannuncia, se possibile, ancor più fantasiosa! 

Nel romanzo tutto comincia con Dorothy, la bambina  originaria del Kansas, la cui vita spensierata con gli zii ed il fedele cane Toto, viene sconvolta  da un ciclone- metaforica variabile temporale degli accadimenti della vita- che la priva degli affetti e  della sua dimora.

Trasportata  in volo dalla furia del ciclone, si ritrova  nella Terra Blu dei Munchkin dove  nella caduta accidentale schiaccia la Strega Cattiva dell'Est, una delle  quattro streghe  che popolano il fantastico paese di Oz.  Per il suo involontario  gesto eroico, riceverà in dono dalla  Strega Buona del Nord  le scarpette d'argento della defunta strega  malvagia.

Le fiabe, come la vita, sono animate da  desideri e quello di Dorothy  è di tornare in Kansas dagli zii.

Questa è la ragione  del suo percorso  lungo la «strada di mattoni gialli» fino alla Città di Smeraldo, per trovare  il Mago di Oz, l'unico che avrebbe potuto aiutarla. Un bacio sulla fronte da parte della strega buona le è di auspicio nella ricerca della sua casa, del suo paese natio, lontana nel tempo e nello spazio dai suoi cari, tra stravaganti singolari amici. 

Il mondo della magia  tra streghe, maghi, animali favolosi, creature mai viste, città spettacolari e deserti pericolosi, è rappresentato come un mondo ordinato, semplice, che si muove al proprio ritmo .E’ qui che si avvicendano lo spaventapasseri,  l’uomo di paglia posto a guardia dei campi la cui personalità assennata  contrasta con la sua  condizione di fantoccio senza vita né pensiero; il  boscaiolo di latta, la cui vita scorre fra pezzi di ferro, ma è dotato di una sensibilità e una bontà d’animo senza eguali;il leone Vigliacco, animale regale che incute più terrore e rispetto di quanto  egli stesso non creda.

Situazioni, dialoghi e personaggio portano con sé,  nel romanzo, non una morale da favola, quanto un  genuino insegnamento di vita che prescinde dagli  stereotipi caratteriali. E’  al Mago di Oz   che tutti i personaggi, chiederanno , a dispetto  della percezione  propria e altrui,  quanto in loro connaturato : cervello , cuore e coraggio.

La stessa Dorothy, tra prove  esistenziali di forza d’animo , al palazzo di Glinda, scoprirà di aver sempre posseduto gli strumenti per tornare a casa: le Scarpette d'Argento capaci di  portarla ovunque,sulle tracce del  proprio senso identitario.

Nel film , ci documentiamo, tutto comincia invece dalla vera storia delle origini del mago di Oz, certo  Oscar Diggs,  la cui sovranità -  già  fragile  nel libro perché poggiata sulla retorica delle parole e comunque riscattata dalla capacità di  far riconoscere ai protagonisti  il tesoro anelato ed invece   posseduto delle  doti dell’intelletto e del cuore - si connota di  fantasiosa modernità.

Oscar,   il mago di un piccolo circo di dubbia morale lascia il  polveroso Kansas a bordo di una mongolfiera per imbattersi in una tempesta, finire catturato nell'occhio di un ciclone  ed approdare nel favoloso mondo di Oz.

Per lui si apre per lui un mondo di fama e felicità, finché un giorno non incontra tre streghe, per nulla convinte del fatto che lui sia il potente mago che tutti credono. Nonostante la sua riluttanza, Diggs verrà coinvolto nei problemi di Oz e dei suoi abitanti e avrà il compito di distinguere le persone buone da quelle cattive prima che sia troppo tardi. La sua dote inventiva lo porterà, al fine, a trasformarsi  nella  dimensione magica  di un uomo migliore!

Prepariamoci, dunque … dal fatto all’antefatto-  tra influenze, contaminazioni d’arte  ed innovazione  - cambia la trama, resta la magiacontinua l’inventiva, quella stessa che a partire dal romanzo del 900 aveva generato la serie dei Libri di Oz

A noi  - magari  indossando “gli occhiali con le lenti verdi “ come fanno gli abitanti della Città di Smeraldo-  il piacere  di  riscoprire , sempre nuovo, l’incanto della meraviglia perché solo “l’immaginazione può trasformare anche il più arido dei terreni in una plaga felice” (Carlo Pagetti).

Sempre e comunque nel tempo “Oz” …  dalle lettere dell’alfabeto sull’ultimo  e più basso cassetto della scrivania di  L. Frank Baum.  Magico incipit   di scrittura creativa!

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