INTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI DI PULIZIA

07-11-2019

La Uil chiede il rispetto della specificità della scuola.

Giovedì 5 novembre, presso il MIUR si è tenuta una riunione informativa tra Sindacati e Amministrazione sui contenuti del decreto interministeriale sulla stabilizzazione dei lavoratori dei lavoratori ex LSU e degli appalti storici in applicazione della legge di bilancio 2019, al quale dovrà seguire uno schema di bando che verrà emanato dai direttori regionali.

Durante l'incontro è stata ribadita la volontà dei rappresentanti dei Ministeri interessati, di procedere alla stabilizzazione su base provinciale anche utilizzando contratti a tempo parziale. La quota di contratti a tempo pieno (36.ore) o tempo parziale (18 ore) verrebbe stabilita su base provinciale in riferimento al numero di soggetti in possesso dei requisiti di accesso (*) ed in relazione ai posti accantonati nella provincia di servizio.

La UIL Scuola, ha espresso forti riserve e netta contrarietà su questa ultima decisione che avrebbe sull'organico ATA e sulle attività scolastiche effetti negativi presentando, tra l'altro, molte controindicazioni di carattere normativo. Nel settore scuola la possibilità del tempo parziale è prevista solo su base volontaria e la porzione di posto residua viene coperta da un supplente. Non essendo previsto il posto a tempo parziale nella definizione dell'organico risulterà illegittimo reclutare con tale modalità. Anche la gestione sarà difficile, venendo a mancare la necessaria continuità in un ruolo, quello del Collaboratore Scolastico, che non è più quello di pulizia, ma più complesso e delicato. La procedura inoltre si profila difficile ed aleatoria, visto che la natura del contratto dovrebbe essere decisa sulla base del rapporto tra numero di aspiranti e consistenze provinciali, trattando soggetti con requisiti identici o superiori in modo differente. In questo modo il personale resterà ingabbiato nel tempo parziale non essendo possibile chiedere il passaggio al tempo pieno dopo i tre anni - come la normativa attuale prevede - contravvenendo ad una clausola esplicita della norma primaria, riportata anche nelle premesse del decreto interministeriali sugli organici ATA. Una legge di stabilizzazione dovrebbe garantire diritti uguali per tutti. In questo caso, invece, i diritti alla piena occupazione, alla piena retribuzione ed alla mobilità, vengono fortemente compromessi, introducendo elementi di discriminazione, all'interno della platea di stabilizzazione e con i colleghi già in servizio nelle scuole. Queste incomprensibili discriminazioni porteranno ad un sicuro contenzioso che la UIL non intende lasciare ai professionisti dei ricorsi, organizzandoli gratuitamente per gli iscritti. E' del tutto evidente che con la retribuzione al 50% si sfiora la sussistenza, proseguendo in una nuova forma di caporalato di Stato, come già avvenuto con la stabilizzazione del personale ex COCOCO che, dopo oltre due anni non trova ancora la sua piena definizione, nonostante le proposte praticabili presentate dalle organizzazioni sindacali e dalla UIL in particolare.

E' sbagliato considerare la scuola un ammortizzatore sociale al quale tutti pervengono;.docenti delle paritarie, dipendenti della croce rossa, LSU e COCOCO, personale delle Ex Province, docenti delle scuole provinciali dismesse, statizzati delle scuole comunali. Insomma un gran pasticcio che ricadrà sulle scuole e sugli studenti.

La UIL ritiene indispensabili le garanzie di occupazione e di reddito per tutti i lavoratori occupati negli appalti di pulizia e decoro degli istituti scolastici. Pertanto ha ribadito la necessità di affrontare il tema relativo alla platea dei lavoratori ex LSU e Appalti Storici che non potrà essere assorbita dal settore scuola per la carenza dei requisiti fissati dalla legge o di quelli previsti per l'accesso al pubblico impiego. Al fine di assicurare la continuità dell'occupazione e la tutela del reddito di queste lavoratrici e lavoratori è stato chiesto l'intervento dei ministeri interessati attraverso un coordinamento della Presidenza del Consiglio.

Nel corso della riunione la UIL ha rinnovato la proposta ammettere con riserva i lavoratori iscritti ad un corso per il conseguimento, entro un anno scolastico, del titolo di studio previsto.

(*) personale impegnato per almeno 10 anni, anche non continuativi, purché includano gli anni 2018 e il 2019,.presso le Istituzioni Scolastiche ed Educative Statali, per lo svolgimento di servizi di pulizia e ausiliari ed in possesso.del titolo di studio di licenza media..

La Uil chiede il rispetto della specificità della scuola

Giovedì 5 novembre, presso il MIUR si è tenuta una riunione informativa tra Sindacati e Amministrazione sui contenuti del decreto interministeriale sulla stabilizzazione dei lavoratori dei lavoratori ex LSU e degli appalti storici in applicazione della legge di bilancio 2019, al quale dovrà seguire uno schema di bando che verrà emanato dai direttori regionali. Durante l'incontro è stata ribadita la volontà dei rappresentanti dei Ministeri interessati, di procedere alla stabilizzazione su base provinciale anche utilizzando contratti a tempo parziale. La quota di contratti a tempo pieno (36.ore) o tempo parziale (18 ore) verrebbe stabilita su base provinciale in riferimento al numero di soggetti in possesso dei requisiti di accesso (*) ed in relazione ai posti accantonati nella provincia di servizio.

La UIL Scuola, ha espresso forti riserve e netta contrarietà su questa ultima decisione che avrebbe sull'organico ATA e sulle attività scolastiche effetti negativi presentando, tra l'altro, molte controindicazioni di carattere normativo. Nel settore scuola la possibilità del tempo parziale è prevista solo su base volontaria e la porzione di posto residua viene coperta da un supplente. Non essendo previsto il posto a tempo parziale nella definizione dell'organico risulterà illegittimo reclutare con tale modalità. Anche la gestione sarà difficile, venendo a mancare la necessaria continuità in un ruolo, quello del Collaboratore Scolastico, che non è più quello di pulizia, ma più complesso e delicato. La procedura inoltre si profila difficile ed aleatoria, visto che la natura del contratto dovrebbe essere decisa sulla base del rapporto tra numero di aspiranti e consistenze provinciali, trattando soggetti con requisiti identici o superiori in modo differente. In questo modo il personale resterà ingabbiato nel tempo parziale non essendo possibile chiedere il passaggio al tempo pieno dopo i tre anni - come la normativa attuale prevede - contravvenendo ad una clausola esplicita della norma primaria, riportata anche nelle premesse del decreto interministeriali sugli organici ATA. Una legge di stabilizzazione dovrebbe garantire diritti uguali per tutti. In questo caso, invece, i diritti alla piena occupazione, alla piena retribuzione ed alla mobilità, vengono fortemente compromessi, introducendo elementi di discriminazione, all'interno della platea di stabilizzazione e con i colleghi già in servizio nelle scuole. Queste incomprensibili discriminazioni porteranno ad un sicuro contenzioso che la UIL non intende lasciare ai professionisti dei ricorsi, organizzandoli gratuitamente per gli iscritti. E' del tutto evidente che con la retribuzione al 50% si sfiora la sussistenza, proseguendo in una nuova forma di caporalato di Stato, come già avvenuto con la stabilizzazione del personale ex COCOCO che, dopo oltre due anni non trova ancora la sua piena definizione, nonostante le proposte praticabili presentate dalle organizzazioni sindacali e dalla UIL in particolare.

E' sbagliato considerare la scuola un ammortizzatore sociale al quale tutti pervengono;.docenti delle paritarie, dipendenti della croce rossa, LSU e COCOCO, personale delle Ex Province, docenti delle scuole provinciali dismesse, statizzati delle scuole comunali. Insomma un gran pasticcio che ricadrà sulle scuole e sugli studenti.

La UIL ritiene indispensabili le garanzie di occupazione e di reddito per tutti i lavoratori occupati negli appalti di pulizia e decoro degli istituti scolastici. Pertanto ha ribadito la necessità di affrontare il tema relativo alla platea dei lavoratori ex LSU e Appalti Storici che non potrà essere assorbita dal settore scuola per la carenza dei requisiti fissati dalla legge o di quelli previsti per l'accesso al pubblico impiego. Al fine di assicurare la continuità dell'occupazione e la tutela del reddito di queste lavoratrici e lavoratori è stato chiesto l'intervento dei ministeri interessati attraverso un coordinamento della Presidenza del Consiglio.

Nel corso della riunione la UIL ha rinnovato la proposta ammettere con riserva i lavoratori iscritti ad un corso per il conseguimento, entro un anno scolastico, del titolo di studio previsto.

(*) personale impegnato per almeno 10 anni, anche non continuativi, purché includano gli anni 2018 e il 2019,.presso le Istituzioni Scolastiche ed Educative Statali, per lo svolgimento di servizi di pulizia e ausiliari ed in possesso.del titolo di studio di licenza media..

 

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