La UIL ribadisce: Non spetta al Collaboratore scolastico l’assistenza specialistica all’alunno disabile

22-11-2019

Spiace che il Presidente della FISH non colga l’essenza della posizione espressa dalla UIL  Scuola  a  tutela  degli  alunni  con  gravi disabilità,  esponendo  i  Dirigenti  a  gravi responsabilità per improprie utilizzazione di personale non abilitato. Infatti il nostro Sindacato,  firmatario  del  CCNL, non  ha  mai  disconosciuto le  attività  di  assistentato materiale  che  competono  al  personale  di  area  A  e  che  tale  personale  ha  sempre garantito,  anche  in  assenza  di  incarichi  specifici o  posizioni economiche, né ha  mai invitato i  lavoratori  a disattendere gli  ordini di  servizio,  ma  ad  osservarli  e  semmai impugnarli successivamente.

 

La questione è un’altra. Gli alunni disabili hanno diritto o  meno all’assistenza  qualificata  che  l’ordinamento gli  riserva oppure  nell’Italia dell’uno che vale l’altro quelle attività le può svolgere il primo che passa?

Questo è il tema  che  vogliamo  affrontare, seriamente, con  le  famiglie  le  associazioni  e  gli specialisti    del    settore    dell’assistenza    socio    sanitaria,    nel    supremo    diritto all’istruzione ed alla salute dei disabili.

Per  quel  che  riguarda  gli  aspetti  disciplinari  abbiamo  interessato  il nostro  Ufficio Legale  Nazionale  per  approfondire  sul  piano  tecnico-giuridico  il  tema  proposto, connesso  a  quello  della  responsabilità  complessive  della  Scuola  e  personali  del Dirigente  scolastico.  Emanare  un  ordine  di  servizio “improprio”,  che  impone  una attività   di   natura   specialistica   ad   un   lavoratore   che   non   possiede   i   requisiti professionali, comporta una  responsabilità  personale coincidente o  maggiore dei lavoratori indotti a  svolgerlo coercitivamente.  Parallelamente con  il  nostro  Ufficio Legale, stiamo lavorando alle modalità di impugnativa, da parte del lavoratore, degli ordini di servizio impropri.

L’intenzione della UIL Scuola non è quella alimentare una polemica ma di aprire una riflessione   ed   un   confronto   per   analizzare   i   fatti   in   modo   libero   da   posizioni pregiudiziali,  affrontando  il  merito  della  questione  che  resta  il  diritto  negato  ai disabili  della  assistenza specialistica.

Il  nostro  compito  è  anche  quello costruire  il consenso  su  soluzioni  positive  attraverso scelte  di  tutela  dei  più  deboli  che,  in questo caso sono gli alunni e le famiglie.

 

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