Nota MI attuazione del DPCM del 3 novembre

06-11-2020

In allegato la nota del MI relativa all'applicazione delle disposizioni contenute nel DPCM del 3 novembre che devono essere adottare dalle istituzioni scolastiche.

La UIL scuola, in merito alla suddetta nota ministeriale esprime alcune considerazioni di merito e segnala quanto segue:

 

1. Esercitazioni pratiche e di laboratorio

Con riferimento alla parte della nota che riguarda le esercitazioni pratiche e di laboratorio da svolgere in presenza, non appare chiaro a quali indirizzi e a quali materie si riferisca. Si corre così il rischio di creare ancora più confusione e di interferire con le attività già programmate dalle scuole in riferimento alla situazione epidemiologica del relativo territorio.

Infatti, i “laboratori coreutici e coreografici” nei licei, utilizzati a titolo esemplificativo dalla nota, a parere della UIL sono assimilabili a educazione fisica e all’attività motoria che si svolge in una palestra, e di conseguenza dovrebbero rientrare nella “sospensione di alcune tipologie di insegnamenti che presentano condizioni di rischio più elevato (es. educazione fisica, lezioni di canto, strumenti a fiato, laboratori ad uso promiscuo, ecc.)” come indicato dal documento del Ministero della Salute “Prevenzione e risposta a Covid-19”.

Inoltre, relativamente allo svolgimento delle lezioni di esecuzione ed interpretazione nei Licei musicali, diversi dirigenti scolastici ritengono che tali attività siano “laboratoriali” per cui da svolgere regolarmente in presenza in orario pomeridiano.

A ciò si aggiungono altri due punti di criticità:

  • la maggior parte degli alunni iscritti a questi indirizzi sono pendolari residenti in altri comuni e pertanto soggetti anche a lunghi tempi di percorrenza che difficilmente potrebbero essere compatibili con le attività che si svolgono da casa e comunque non in linea con le decisioni assunte nel DPCM relativamente alla limitazione degli spostamenti, soprattutto nelle zone rosse.
  •  “l’obbligo dell’uso della mascherina per il personale scolastico e per gli studenti con almeno sei anni di età vale, ovviamente, oltre che per il primo ciclo di istruzione, anche per il secondo, per quelle attività che continuano a svolgersi in presenza.”, come indicato nel DPCM e nella nota, a nostro avviso non è compatibile con le lezioni dei laboratori coreutici e coreografici che si svolgono al chiuso, con le lezioni di strumento a fiato, canto e laboratorio di musica d’insieme delle stesse sezioni strumentali.

Si segnala inoltre l’anomalia, già presente nella precedente nota ministeriale, per cui in molti casi, abbiamo docenti a scuola e alunni a casa, una contraddizione non solo pedagogico didattica, ma anche in difformità dalla finalizzazione del DPCM che è finalizzato ad evitare gli spostamenti e la tutela della salute di tutti e non solo quella degli alunni.

2.Alunni disabili

L’errore che non vorremmo fosse commesso è quello di considerare le scuole aperte solo per gli studenti disabili e di inserire questi ultimi in una categoria speciale estranea al lavoro della classe.

Da una parte, infatti, l’insegnante di sostegno svolge un ruolo e una funzione che non è rivolta al solo lavoro diretto con l’alunno disabile o comunque in difficoltà, ma anche quello di coordinamento con gli altri colleghi curricolari al fine di gestire eventuali situazioni problematiche che inevitabilmente si presentano quando in classe è inserito un soggetto disabile o con bisogni educativi speciali; dall’altra, la didattica in presenza esclusivamente per gli alunni disabili o con bisogni educativi speciali o con disturbi dello spettro autistico, rischia di farci indietreggiare di almeno 40 anni a quelle che un tempo erano le “classi speciali” ridimensionando di fatto il diritto all’inclusione scolastica.

L’integrazione pretende che gli alunni con disabilità devono essere lì dove ci sono i compagni i quali non possono essere visti attraverso un monitor. L’integrazione si fa in comunità di apprendimento e in nessun altro modo. Si lasci alle deliberazioni delle scuole trovare le giuste soluzioni e si eviti di alzare barriere burocratiche.

Le soluzioni prospettate dalla nota creano enormi complicazioni sulla progettazione didattica: una per la disabilità, una per i gruppi in presenza, una per i gruppi da remoto. Disintegrazione invece che integrazione! Infine, segnaliamo lo svilimento della scuola non più luogo di inclusione, ma di parcheggio, in sostituzione di sevizi assistenziali che pure dovrebbero fare la propria parte ed ancora la riduzione della professionalità dei docenti a mero atto declaratorio, ridotti ad assumere mille ruoli diversi da quello definito nel profilo dell'area di appartenenza.

Allegati:
Scarica questo file (nota DPCM 3 novembre 2020.pdf)nota DPCM 3 novembre 2020.pdf[ ]200 kB

Informazioni aggiuntive