"Parental Guidance"

 

Contrastanti i giudizi sul film  Parental  Guidance interpretato dai grandi Billy Crystal e Bette Midler nel ruolo di due nonni  maldestri, ma divertenti nella loro autenticità educativa.

La commedia definita “familista”-  per il tema  a noi della Scuola  caro  delle relazioni di cura  di bambini, adolescenti e giovani adulti -  ed  il cui successo “U.S.A.” è stato conclamato dai 77  milioni di dollari di incasso, è arrivato nelle sale cinematografiche italiane dopo l’accoglienza in anteprima al Taormina Festival.

Parental Guidance ovvero  “Guida per genitori”  è anche il titolo suggerito dalla popolare sigla americana “PG” a significare che la visione del film da parte dei minori richiede l’ accompagnamento genitoriale. Per il film di Andy Fickman, PG è l’invito suggestivo alle famiglie, che del film sono assolute protagoniste.

 

Artie e Diane Decker sono i nonni di tre nipoti che, forse per loro fortuna, vedono  di rado rispetto ai consuoceri…  ma  per un viaggio organizzato dai genitori dei ragazzini, l’occasione è data  per prendersi cura  di loro alla ricerca di smarriti principi educativi nel mutato scenario economico e sociale della  " famiglia ".

I  nipotini digitali cresciuti in una casa  ipertecnologica  sono evidentemente assai distanti dal vissuto dei  nonni  i cui giochi d’infanzia  sono a memoria di ‘calci alla lattina’ in una felicità semplice e sconosciuta alla nuova generazione .

Un tema di emergente criticità  documentato dal recente report britannico Good Childhood della Children’ s Society sul benessere,  o piuttosto infelicità,  dell’infanzia. Di chi la colpa?  Nel film, tra le immancabili gag “made in USA”,  si  genera - non sempre sottile e raffinata, ma pur efficace - la riflessione sulla nuova famiglia.

La ragazzina Harper  è costretta a studiare uno strumento che non ama; Turner è  fragile nella sua balbuzie e vittima di piccoli bulli; Barker, il più piccolo, ha eletto un canguro a suo inseparabile amico immaginario.

Problemi gravi?  I rimedi dei nonni sono semplici:  ad Harper basterà parlare e parlare con la nonna  per percepire che l’approccio con la musica vale solo se sentito  e non forzato;  le sedute di logopedia  di Turner saranno sostitute dal nonno in un improvvisato  gioco dei  mimi e per il piccolo Barker sarà più facile elaborare il distacco dal suo canguro nella improbabile, ma geniale cerimonia  del funerale.

Se  la caratterizzazione dei personaggi nelle loro diverse generazioni è  su un versante critico percepita come eccessiva, su un altro - certamente attrattivo - è promossa come una godibilissima commedia  dedicata alla “ carica dei nonni”  verso la riscoperta della semplicità, dell’ascolto e del tempo  dedicato.

“Voto10” nell’omonimo sito cinematografico  alla  svolta educativa  dei nonni, il cui arrivo   è destinato a trasformali  come Pinocchio, da bimbi di legno a bambini veri,  con il loro modo di sbagliare, con il loro modo di crescere a volte ribellandosi a volte combinando guai.


Non sarà la favola di Collodi, ma il film vale la pena per pensare, riderci su e riscoprire l’emozione dei modi, delle parole  e dell’esempio familiare.

guarda il trailer

Informazioni aggiuntive