Presidi e bonus, dibattito in corso

15-03-2015


di Vladimiro Caliolo 

Si allarga il dibattito sulla figura del preside delineata dal disegno di legge presentato dal governo Renzi. 

L'autore de "L'età del dubbio", Andrea Camilleri, al riguardo non ha dubbi;  in occasione della festa del libro, ha commentato: “ È sbagliato dare tutto questo potere ai presidi perché ce ne sono di bravi e meno bravi. Del resto si è scoperto che anche tra i premi Nobel ci sono degli imbecilli". 

Ha, inoltre, salutato con “piacere il ritorno della storia dell’arte che era stata dimezzata. Ma vi pare possibile in un Paese come l’Italia? “, e sulla  riforma ha aggiunto: ”Per favore chiamiamola aggiustamento”. 

Gli interventi dei presidi sulla stampa nazionale mostrano perplessità e preoccupazione; significativa l’intervista al Corriere della Sera rilasciata dal preside De Luca dell’Avogadro di Torino che commenta :” Si rischia la guerra del preside con il collegio docenti e io non posso certo fare la Buona Scuola contro i miei professori, posso farla solo con loro”. 

De luca non è contrario alla valutazione dei docenti, tutt’altro, ma ritiene che sia necessario fissare dei criteri generali in modo da ridurre al minimo il margine di arbitrarietà: “Difficile attribuire i risultati di una classe al singolo docente: troppe le variabili in gioco”. Il preside insiste sul fatto che la valutazione non può essere una procedura tutta interna alla scuola: “Il preside può pesare solo per una piccola parte. Il grosso deve essere affidato agli ispettori”. 

Il preside ha centrato il nodo del problema: nel progetto ideato dal Premier  Renzi mancano i contrappesi di garanzia, e poi può valutare le risorse umane chi non è non è stato mai valutato sul campo? 

E’ una storia vecchia, che credo sia utile riaprire nell’interesse di tutti quei presidi che con professionalità e sacrifici personali assicurano, tra mille difficoltà quotidiane,  il funzionamento delle scuole in modo  dignitoso.

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Il Disegno di legge sulla scuola

13-03-2015


di Vladimiro Caliolo 

La decisa opposizione delle organizzazioni sindacali ha costretto il Premier Renzi e i suoi alfieri a modificare, in parte, la rotta delineata dalle linee guida della “ Buona Scuola” che per mesi hanno determinato un clima di ansia e preoccupazione nei luoghi di lavoro. 

Alle preoccupazioni quotidiane e alle difficoltà legate al difficile ruolo di docente si è aggiunta la preoccupazione della riduzione dello stipendio progettata dal Governo. Ebbene, la progressione di carriera legata all’anzianità, che avevamo sostenuto con forza e determinazione, rimane come definita dal CCNL. 

Ma vediamo in sintesi le misure previste nel disegno di legge: 

si prevede una cifra aggiuntiva di 200  milioni per il merito a partire dal 2016, merito che sarà valutato dal preside, sentito il collegio dei docenti. Viene istituito il bonus annuale delle eccellenze destinato ai docenti. Ogni anno il dirigente scolastico, sentito il Consiglio di Istituto, assegnerà il bonus al 5% dei suoi insegnanti per premiare chi si impegna di più. Peseranno la qualità dell’insegnamento, la capacità di utilizzare metodi didattici innovativi, il contributo dato al miglioramento complessivo della scuola;

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In numeri, la vera ragione per evitare il contratto ed emanare un editto

06-03-2015


In cifre, l'attenta analisi della UIl Scuola che ha elaborato una scheda esplicativa dell'intero testo del Governo. In sintesi, l' Algoritmo  del Governo  sul merito:

10 EURO PER L’ANZIANITÀ E 16 EURO GLI AUMENTI DI MERITO. OGNI TRE ANNI. 

10 euro l’aumento per anzianità previsto dal Governo.
Coloro che avranno ottenuto crediti formativi, crediti professionali, quanti avranno raggiunto i requisiti per un riconoscimento da parte del nucleo di valutazione, che sarà costituito a tal scopo, potranno contare su 16 euro medi di aumento ‘per merito’. Ogni tre anni.

Il mentor e il docente di staff avranno 200€ medi che sostituiscono quanto oggi ricevono in quanto  funzioni obiettivo e di collaboratori del dirigente scolastico.

Sono queste le cifrespiega Massimo Di Mennadel progetto del Governo per riconoscere il lavoro che si fa a scuola. La realtà dei numeri è la vera ragione per cui vogliono evitare il contratto ed emanare un editto. 

La norma contenuta nell’articolo 20 - Progressione economica del docente -  del testo, che dovrà essere ripresentato martedì prossimo in Consiglio dei ministri ha al suo interno le cifre dell’impegno economico che il Governo si appresta a prendere con gli insegnanti, l’Ufficio Studi della Uil Scuola, partendo dall’assunto normativo, ne ha fatto una analisi economica. Ecco nel dettaglio che cosa emerge:

Gli aumenti partiranno dal 2019. Saranno ogni tre anni.

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Il Governo conferma il taglio degli stipendi

04-03-2015


di Vladimiro Caliolo

I contenuti delle bozze finali dei decreti o delle linee guida emerse dal Consiglio dei ministri del 3 marzo 2015 confermano la volontà del governo di ridurre fortemente gli stipendi del personale della scuola. In un disegno di legge sarà incardinata la “Rivoluzione meritocratica, il che significa  giudicare i docenti e dismettere la progressione economica di carriera. 

Riguardo la progressione economica si impone un sistema misto, con il 30% riservato all’anzianità e il 70% ai crediti di merito. Sono previsti tre tipologie di crediti: 

didattici, in relazione alla qualità dell’insegnamento; formativi, per formazione, attività di ricerca e produzione scientifica; professionali, in funzione della “partecipazione attiva all’organizzazione e alle progettualità” della scuola. 

Per quanto attiene , invece, la valutazione dei docenti si riporta il testo del decreto: il “riconoscimento dei crediti didattici avviene attraverso la rilevazione delle attività di insegnamento e di analisi della documentazione prodotta dal docente, sentiti anche gli studenti e le famiglie”. Quindi studenti e famiglie avranno voce in capitolo sulla carriera dei propri insegnanti. un docente di staff e un dirigente esterno.

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TEMPO DI RAV, SCUOLA DELL‘INFANZIA ESCLUSA

25-02-2015


Fervono nelle scuole le attività relative alla elaborazione del RAV – Rapporto di Autovalutazione  con compilazione urgente online - entro il 28 febbraio-  del Questionario Invalsi .

Rispetto alle finalità di miglioramento dei processi formativi nella “ Buona Scuola”, il Coordinamento Nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola- visti i documenti riguardanti l’applicazione del DPR 80/2013 sulla valutazione ed in particolare i processi di autovalutazione, appunto-   ritiene che questi non possano prescindere dal ruolo determinante occupato dalla Scuola dell’Infanzia nel favorire e facilitare i percorsi di apprendimento, come da tempo evidenziato anche dall’Unione Europea.

Su queste fondate premesse è stato inviato- a cura del Coordinamento -  formale documento al  Direttore generale per gli ordinamenti e per l’autonomia scolastica  in cui  si sottolinea che  Sia l’elaborazione del RAV che la realizzazione di un curricolo in verticale, prefigurato dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo, esplicitato in termini di competenze nella apposita certificazione vanno pensate (…) mantenendo ben vivo il filo che lega la scuola dell’Infanzia alla vita delle Istituzioni Scolastiche . Su tali tematiche è fatta richiesta di un incontro urgente.

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