SUI CONTRATTI A TERMINE, LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

20-01-2015


LA CORTE DI CASSAZIONE HA STABILITO CHE I CONTRATTI A TERMINE VALGONO INTERAMENTE AI FINI DEGLI SCATTI DI ANZIANITA' -  SENTENZA N. 262/15

Si riporta la decisione adottata dalla Corte di Cassazione, sentenza n. 262 pubblicata il 12.01.15 in tema di contratti a termine.

Con questa decisione, la Corte di cassazione ripropone il tema se sussista o meno un diritto del dipendente ripetutamente assunto a termine dallo stesso datore di lavoro di vedere riconosciuta l’anzianità di servizio maturata e i conseguenti diritti patrimoniali riconducibili ai relativi scatti.

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Permessi retribuiti - La legge 104/92

15-01-2015


di Vladimiro Caliolo 

Sull’onda dei presunti abusi che la legge 104 consente, si ritiene opportuno chiarire il campo di applicazione dell’art. 33 della legge. I riferimenti normativi da considerare sono: 

l’art.33 della 104/1992, gli art.33 e 42 del D.lgs 151/2001, come modificati dalla L. 183/2010 e dal D.lgs. 119/2011 

Secondo gli articolati menzionati i permessi retribuiti spettano ai lavoratori dipendenti: 

  • disabili in situazione di gravità; genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;
  • coniuge, parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità. ll diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado soltanto qualora i genitori o il coniuge della persona con disabilità grave abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (L.183/2010).

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Monitoraggio sulla legge 104

14-01-2015

 

Entro il 24 gennaio le scuole di ogni ordine e grado devono comunicare, a norma dell’art.24 della legge n.183/2010, i dati relativi ai permessi fruiti, in base alla legge 5 febbraio 1992, n.104 (l’assistenza alle persone disabili). La verifica, messa a regime dal 2010, probabilmente prelude ad una modifica delle modalità di concessione dei permessi. I dati emersi dalla scuola di Menfi, dove il 40% del dipendenti fruisce dei permessi della legge 104/92, hanno evidenziato una forte criticità nell’organizzazione del lavoro scolastico e una lesione del diritto allo studio.

Il sottosegretario Davide Faraone ha dichiarato : “Se vogliamo che la scuola funzioni, che sia la 'buona scuola', dobbiamo renderla trasparente e responsabilizzare tutti quelli che ci lavorano o sono coinvolti”, “La ricognizione dei permessi previsti dalla legge 104 in tutti gli istituti nazionali va in questa direzione. Eliminiamo le zone d'ombra in cui può annidarsi il lassismo che danneggia la scuola e chi ha veramente bisogno".

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Sui ritmi scolastici, considerazioni di cronobiologia

13-01-2015

 

Un aspetto della ricerca scientifica, poco conosciuta e scarsamente utilizzata dai responsabili politici di viale Trastevere, è la cronobiologia applicata alla scuola.   Non si tiene in nessun conto dei risultati della ricerca, ottenuti in Francia,  sui i fenomeni periodici (ciclici) negli organismi viventi, in altre parole sui  ritmi biologici.

Nelle classi del nostro paese poco o nulla è cambiato in termini di funzionamento rispetto alle classi del primo dopo guerra. La tendenza è stata ed è quella di appesantire il tempo scuola e il carico disciplinare. Se si considera il tempo scuola, solo in Germania e in Finlandia, la quota oraria settimanale nella primaria scende al di sotto delle 20 ore settimanali, in Italia si prevedono 27 – 30 ore nel modulo e 40 ore nel tempo pieno.

Finalmente, o purtroppo,  siamo primi in qualcosa in Europa.

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Il riordino della legge 104

12-01-2015


Il sottosegretario Faraone, ormai portavoce del Miur, in occasione di un convegno tenutosi a Menfi - cittadina  balzata agli onori della cronaca nazionale perché una buona parte del personale di un istituto della città era dotato di certificazione 104 (70 beneficiari su 170 tra docenti e Ata) -   ha dichiarato: “sono rimasto scioccato su come è stato utilizzato lo strumento della legge 104 – nella scuola una vera e propria “calamità naturale”.

Sul proprio profilo FaceBook, ha scritto: Una parte considerevole di docenti e personale Ata – soprattutto nella scuola dell’infanzia e nella primaria di primo e secondo grado, ovvero in quelle fasce in cui, mancando i posti è più difficile ottenere la mobilità – potrebbe aver fatto in modo di ottenere il riconoscimento della legge 104/1992, ovvero lo status di disabile, per migliorare la propria condizione lavorativa e rimanere vicino casa. Questo vuol dire che tutti gli altri colleghi, corretti e con il senso dello stato e delle regole, si sono viste negare richieste di trasferimento per via di questi “inamovibili”. Sì, perché il 100% dei trasferimenti in provincia di Agrigento (per docenti della scuola dell’infanzia e della primaria e per assistenti amministrativi e collaboratori scolastici) finora è avvenuto solo per i beneficiari della 104.

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