La normale diversità del talento: Riccarelli, Cellini, Stassi al “Campiello 2013”

08-09-2013

 

Un Premio di qualità diversa nella normalità, l’edizione Campiello 2013, come da dibattito culturale di emergente attualità.

Nella diversità stereotipata del grasso, goffo e brutto vince lei, fiera guerriera della difficile socialità: Cate, io di Matteo Cellini, un prof assai bravo della Scuola .

Cate ha un fascino tutto suo, cui la UIL Scuola Brindisi non ha resistito, nell’urgenza di condividerlo con i propri iscritti, amanti dei libri. Per Matteo Cellini con la sua Cate è il meritassimo Premio Opera Prima nel messaggio universale -  mai banale - che la forma nella vita fa sempre i conti con l'essere specialmente diversi.

Diversa,  più sommessa  è stata la nostra vicinanza all’autore PREMIO CAMPIELLO 2013: Ugo Riccarelli, scrittore dalla  penna raffinata che grande “nativo cartaceo” della letteratura contemporanea, ci ha lasciato quest’anno con un post : “Torno subito”.

E dopo il successo del Premio Strega  2004 per “ Il dolore perfetto” (in libri UIL)  è tornato vincitore assoluto con  L’amore graffia il mondo, da lui definito un omaggio alle donne in una magistrale video-recensione, per tutti  capolavoro riconosciuto di scrittura lirica.

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Elogio del ripetente?! Per Eraldo Affinati, sì

03-09-2013

 

In tempo di esami integrativi e di recupero, si torna a parlare di bocciatura.

La bocciatura è utile solo in casi rari. Io non faccio il suo elogio. La scuola deve permettere ai ragazzi di studiare al meglio” è la visione del nostro Ministro dell'Istruzione, nell’ intervista al Mattino.

In un sistema fondato sull’educazione al lavoro e alla cittadinanza , Bocciare -  un verbo dal tono sprezzante - si profila per Maria Chiara Carrozza come un'estrema soluzione rispetto alla quale, opportuno sarebbe, invece  indirizzare lo studente verso altri percorsi.

Quali le variabili del fenomeno in Italia? Secondo il Ministro, dispersione scolastica e incapacità delle famiglie di seguire al meglio i propri figli.

Al disagio personale del ripetente si somma il disagio del sistema educativo, non c’è elogio per nessuno.

L’ “Elogio del ripetente” lo fa, invece, nell’omonimo libro dell’edizione Libellule uno di mestiere e vocazione, il prof Eraldo Affinati, autore della nota  Città dei Ragazzi ( Mondadori 2008).

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In scena l’ Aida, “la Casa” l’ Opera più amata

01-09-2013

 

Si apre il sipario dell’Arena di Verona sull’Aida, nell'edizione storica 1913  dell’ Opera in 4 atti di Giuseppe Verdi per regia di Gianfranco de Bosio e coreografie di Susanna Egri. Dirige l'Orchestra il Maestro Daniel Oren.

Grande è l’attesa per la più classica delle opere verdiane  consacrata  tra gli assoluti capolavori della lirica del compositore di cui ricorre il bicentenario. Ma delle opere di Verdi, la più amata non già dalla critica, ma dal musicista  stesso fu la “Casa di Giuseppe Verdi” . 

«Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna, o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio»: così scrive Giuseppe Verdi in una lettera e  di questo ci parla e racconta  nell’ originale  formula della  docu-fiction Paola Calvetti nel suo  “ Parlo d’amore con me”- Vita e musica tra le mura di Casa Verdi .

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“La figlia oscura” - Elena Ferrante

 

Nell’eterno, ricorrente dibattito sulla lettura - vuoi classica o contemporanea - da più parti vivacizzato, non c’è verità assoluta . Il tempo come il piacere della lettura è intimo e personale quanto la scelta del “buon” libro. Scrittura e lettura richiedono, come ogni incontro, la magia dell’innamoramento, il dialogo delle emozioni … quello che in Belle Lettere dicesi intertestualità.

Ed allora i consigli si fanno assai difficili, opinabili e contrastanti. Leggere per modellizzare prassi di buona scrittura è un criterio che, pur validato, non è suggestivo di autentico interesse o addirittura piacere.

Preferiamo all’altisonante “consiglio” - dettato da canoni letterari o da tendenze editoriali - il sommesso invito nella possibilità sempre aperta a declinarlo e nell’altrettanto onesta intenzione alla partecipazione e alla condivisione.

L’invito alla lettura di La figlia oscura di Elena Ferrante è tutto questo: né classico, né recente, un romanzo intenso. Un amore a prima vista, fin dalla copertina, di un rosso porpora caldo ed accogliente dell’intrigo “oscuro” e delle fattezze remote di una bambola d’epoca.

Un amore per caso per il quale abbiamo rinunciato alla novità editoriale, mossi da una sinossi invitante rispetto al sempre complesso “sentire di donna”: Leda, la protagonista è un’insegnante divorziata da tempo, tutta dedita alle figlie e al lavoro. Ma le due ragazze partono per raggiungere il padre in Canada. Ci si aspetterebbe un dolore, un periodo di malinconia. Invece, la donna, con imbarazzo, si sente come liberata e la vita le diventa più leggera”.

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Ferragosto in giallo


 

I libri gialli, dal colore fiammante della copertina Mondadori, hanno segnato la  storia della collana ideata da Lorenzo Montano nel 1929 all'insegna della risoluzione misteriosa di un enigma iniziale. 

Considerato a lungo “minore”, il giallo ha, invece, nel tempo conosciuto successo di pubblico e di critica. Di fama mondiale Agatha Christie e i suoi Hercule Poirot e Miss Marple, il grande Georges Simenon genio del Commissario Maigret e Rex Stout, creatore di Nero Wolfe. Andrea Camilleri, primo tra gli scrittori del bestseller italiano contemporaneo. Ma giallisti si nasce? Domanda complessa che trova,  come per ogni vocazione, la soluzione nel talento raffinato della tecnica. Il genere giallo richiede inclinazione ed uso rigoroso di dispositivi narrativi sulla traccia di indizi, detto-non dettosuspense rispetto ad un lettore esigente ed intransigente: bandita la banalità, la meraviglia non è facile da generare …

Tra le 20  regole di Van Dine  del primo giallo Mondadori, centrali un delitto che irrompe in una situazione di placida tranquillità in un luogo circoscritto e l’indagine, naturalmente, tra alibi e movente. Il colpevole, rigorosamente tra i meno sospettabili, scrutato dall ’investigatore dalla personalità sempre intrigante - ora deduttivo come Sherlock Holmes nel suo  “Elementare, Watson", ora immobile dietro una scrivania o in una serra di orchidee alla maniera di Nero Wolfe -  intrepido come Marlowe, induttivo, per finire con  Montalbano.

Una premessa la nostra a voler fondare la scelta editoriale Sellerio che, in tema e tempo di Ferragosto, ha radunato giallisti diversi per un esperimento narrativo di promesso successo.

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