"La grande amica" di Catherine Dunne

 

"Non era una normale estate irlandese: non era piena di sabbia umida e asciugamani appiccicosi, come le vacanze da piccoli. Tutto risplendeva, fragrante della nostra amicizia, delle cose belle che sarebbero accadute."

Sullo scenario di Dublino e ancor di più dei suoi poco conosciuti dintorni -   ritratti con rara intimità per la suggestiva  assonanza con gli stati d’animo della protagonista Miriam - l’ultimo romanzo di Catherine Dunne  si svela diverso dagli altri: manca il senso della rinascita della donna, capace di riscattarsi dal fallimento coniugale per evolversi  dalla “ metà di niente” in un progetto di vita e lavoro. Manca la vincente donna matura. Ciò nondimeno non delude per la vera, straordinaria abilità di indagare le  relazioni umane. Ed eccola a  raccontare  le emozioni , da ogni donna certamente provate,  per una “grande amica”.

Due amiche animano  una straordinaria estate irlandese. Di speciale c’è la loro complicità, la loro compensazione. Forte e carismatica come il suo nome,  Marie-Therese , banale come la percezione di sé Miriam.

Con Marie Thérèse, Miriam - partita  per la sua prima esperienza di un lavoro estivo in un albergo sul mare via da casa - condividerà una stanza, il lavoro e le sue prime avventure «da adulta»:  il viaggio è una entusiasmante iniziazione che  la condurrà al  maturo disincanto.

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"La primavera del lupo" di Andrea Molesini

 

Tempo di esami, si studia la storia… date, accadimenti indagati alla ricerca identitaria della cultura del nostro paese. Tempo di lettura, pure, per La primavera del lupo che di una pagina dolente della nostra storia narra e commuove.

La primavera del lupo di Andrea Molesini - autore di talento e una delle migliori novità della letteratura italiana degli ultimi anni con il suo Non tutti i bastardi sono di Vienna ( Sellerio 2011) Premio Campiello e Premio Comisso - è un romanzo che per voce di un bambino, Pietro,  racconta l’avventura umana di una  guerra  costellata di tristi eventi.

E’ il  marzo del 1945 sullo sfondo del convento di San Francesco del Deserto, una piccola isola al centro della laguna di Venezia e la scena si apre con una frase ermetica, incomprensibile quanto la guerra:“Dario ha le orecchie a sventola e quindi non può avere ucciso Gesù”.

E’ dal  rifugio   mistico e sicuro  del convento che  un gruppo di persone assai diverse fra loro è costretto a fuggire: con Pietro, tra gli altri, il suo amico Dario le cui orecchie a sventola sono una buona ragione  di "imperfetta innocenza".  E', invero, assai speciale  « sa i numeri, ma  si tiene le parole dentro ... dove stanno calde e  non fanno danno».

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"La storia di una bottega" di Amy Levy

 

Sempre più diffusa è tra le giovani studentesse della scuola nell’era digitale il ritorno alla cara, vecchia reflex nella riscoperta del linguaggio fotografico.

A loro dedichiamo il romanzo di recentissima pubblicazione in Italia nella collana Atlantide della Jo March Agenzia Letteraria : La storia di una bottega (titolo originale del volume: The Romance of a Shop), che Oscar Wilde definì “una storia intelligente e brillante”, redatta nel 1888 da Amy Levy (1861 - 1889) scrittrice, poetessa, traduttrice dalla penna innovatrice  e intuitiva. 

Protagoniste, nella Londra di fine Ottocento, le giovani sorelle Lorimer che dopo l’ improvvisa perdita del  padre e ormai sul lastrico,  intraprendono un percorso di emancipazione dal parentado esercitando  l’arte che hanno appreso dal genitore: la fotografia.

Un mestiere che si nutre di  passione e volontà il loro tra affatto convenzionali rinunce:  dopo aver  venduto la grande casa di famiglia , nell’affollata strada di memoria vittoriana Baker Street nel cuore  di Londra, aprono una bottega di fotografia. 

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Tra maternità negata e sottratta: “La luce sugli oceani"

 

La maternità è un miracolo che accomuna con pari dignità le donne  ed è nell’aura miracolosa di una giornata qualunque l’incipit del romanzo protagonista della Fiera del Libro di Francoforte 2012,  conteso dall’editoria internazionale e di conclamato successo fra il pubblico dei lettori e dei critici.

«Il giorno del miracolo, Isabel era inginocchiata al limitare della scogliera e si affaccendava intorno alla piccola croce costruita di recente con pezzi di legno trasportati dalla corrente. Un'unica nuvola paffuta navigava piano nel cielo di fine aprile che sovrastava l'isola specchiandosi nell'oceano. 
“E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male”, sussurrrò. 
Per un istante la mente le giocò uno scherzo e lei credette di sentire il pianto di un bambino. Scacciò l'illusione e seguì con lo sguardo un branco di balene che si allontanava lungo la costa per andare a partorire in acque più calde. Udì di nuovo il vagito, questa volta più forte, trasportato dalla brezza delle prime ore del mattino. Impossibile.» 

E ‘ la storia di una madre, di un padre e della loro figlia segreta. Giusto o sbagliato, La luce sugli oceani (Garzanti) di M.L. Stedman è il racconto di una umanità lacerata tra amore e  sensi di colpa.

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"Io che amo solo te" di Luca Bianchini

 

Un matrimonio, un amore segreto e decisamente  proibito: sono le complesse vicende amorose a conferire il gusto “piccante” dei peperoncini nella copertina al gradevolissimo romanzo "Io che amo solo te" (Mondadori) di Luca Bianchini.

Ci  piace il dichiarato intrigo, ci piace la copertina fiammante di rosso peperoncino, ci piace ancor di più l’ambientazione:  è sullo sfondo  della nostra bellissima  Polignano a mare che  due famiglie, pur diverse, si riscoprono intimamente legate. A legare sono i sentimenti, le promesse, le parole. E lo scrittore, al riguardo, non sottace il suo amore per la nostra terra fatta di persone granitiche “che tengono alla parola data”.

Il romanzo è nato per caso, come le più felici e fortuite invenzioni, da una chiacchierata dell’autore torinese, con una coppia di amici intorno al racconto del loro matrimonio, seguita dall’ invito da infiltrato ad una cerimonia di una parente in Puglia. La genesi del libro, come quella  “familiare” nella storia  è semplice, ma  nondimeno riuscita. 

La famiglia Scaglisi  è capeggiata da don Mimì, il  “re delle patate”,  sposato con la “first lady” Matilde ; la famiglia Casarano è matriarcale, con la vedova Ninella e le due figlie Nancy e Chiara.

L’affaire  ruota intorno al personaggio di Ninì , ma ancor più a quello di Ninella. E già la povera sconsolata vedova Ninella ha cinquant'anni e un grande, mai sopito amore per don Mimì, con cui non si è potuta sposare.

ll destino le riserva una sorta di rivincita: sua figlia Chiara si fidanza con Damiano,il figlio dell'uomo che ha sempre sognato, e i due ragazzi decidono di convolare a nozze.

Saranno tanti i personaggi o sociotipi ad animare il grande matrimonio in grande, vecchio, eterno stile nel “paese bianco e arroccato in uno degli angoli più magici della Puglia”. 287 gli invitati nell 'atmosfera vivace, calda di Puglia e di passioni.

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