"Bianca come il latte, rossa come il sangue"

 

Prossimamente  al Maxiandromeda di Brindisi, il 4 aprile 2013, il film "Bianca come il latte, rossa come il sangue" alla cui sceneggiatura ha collaborato  l’autore dell’omonimo romanzo- Alessandro D'Avenia -   per la gioia di una vivace comunità di  giovani appassionati lettori.

La storia come nel libro racconta di Leo, 16enne dai capelli ribelli che divide le sue giornate tra un'annoiata presenza scolastica, le partite a calcetto con i compagni e le confessioni alla sua amica del cuore. Il sogno proibito di Leo si chiama Beatrice, ragazza più grande, con i capelli rossi e l'accento francese.

Bianca come il latte, rossa come il sangue è un film di genere drammatico della durata di 102 min. diretto da Giacomo Campiotti ed interpretato da Filippo Scicchitano,  Aurora Ruffino, Gaia Weiss, Luca Argentero, Romolo Guerreri, Gabriele Maggio, Roberto Salussoglia, Pasquale Salerno, Michele Codognesi, Flavio Insinna.

Leggi il commento  IRASE UIL Brindisi sul libro-film di formazione “"Bianca come il latte, rossa come il sangue"

 

Un giorno devi andare

 


 

In viaggio “satellitare” da Milano in 40 sale cinematografiche italiane l’anteprima  del  film di Giorgio Diritti … destinazione  “terra del cuore”.

“ Un giorno devi andare “ è il film, girato in Amazzonia,  scelto per  valorizzare, nella innovativa dimensione satellitare,  il cinema italiano e i suoi spettatori. 

Augusta-  interpretata dalla talentuosa  Jasmine Trinca - è la giovane protagonista  in viaggio dall’ l'Italia alla volta del Brasile al seguito di una suora, la cui missione è quella  di evangelizzare con la preghiera  gli indios ed i loro “luminescenti bambinelli”.

Miscredente e refrattaria alla logica della carità religiosa propria della  condotta missionaria, Augusta  fa  presto una scelta tutta laica distaccandosi dalla suora che l’ha iniziata al mondo di selvaggia semplicità;  determinata a rimanere  “terra”  prosegue il suo percorso in solitudine fino a Manaus, capitale dell'Amazonas sulla riva del Rio Negro per stabilirsi  nella favela:  povertà, lambita da una ricchezza che compra uomini, donne e bambini,è l’epifanica scoperta.

E’ in questo  scenario di umiltà e desolante povertà  che, accolta da una numerosa famiglia del posto, Augusta riscoprirà il calore delle relazioni umane e la  consolazione del  lutto della sua anima.

La donna “tutta da rifare”  dopo un bambino perduto e la irrimediabile sterilità, un matrimonio fallito ed  una vita disfatta - sull'isola lontana da Dio e  dagli uomini, abitata solo  da silenzio interiore  e suoni ancestrali della natura- si rivela   capace di  dare “a quanti dall’ altra parte del mondo non hanno paura di farsi insegnare “. 

Leggi tutto: Un giorno devi andare

IL DISCORSO DEL RE

 

Sulla corrente motivazionale della Giornata europea della Logopedia, specificatamente dedicata nell’anno 2013 ai DSL ( disturbi specifici del linguaggio) ed in ragione della intrinseca qualità educativa,  recensiamo il film  proposto agli studenti della nostra città nella settimana del cinema BIF&ST – Rassegna “Protagonisti” ed in prima TV  mercoledì  13 marzo: Il discorso del re (The King's Speech),  4 premi Oscar 2011 su 12 candidature- miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale.

Il film  diretto da Tom Hooper ed interpretato da Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter eGuy Pearce   è ispirato alla  storia vera  del re Giorgio VI e  alla sua “ancestrale” balbuzie.

E’ il  1925 quando il principe Albert, Duca di York e secondo figlio di re Giorgio V, tiene il discorso di chiusura all'Empire Exhibition allo stadio di Wembley di Londra:  tutt’altro che altisonante il suo discorso è pregno del disagio e finanche empatico imbarazzo dello spettatore,  tutt’uno con le  migliaia di persone presenti allo stadio.

La balbuzie avvinghia  il giovane principe tanto da indurlo a rinunciare a tenere in futuro altri discorsi in pubblico. In qualità di figlio cadetto, il suo ruolo è secondario e gli lascia spazio da dedicare alla famiglia.  Se con la moglie Elizabeth e le figlie Margaret ed Elizabeth (la futura Elisabetta II),  il problema della balbuzie sembra marginale , in presenza del padre, Re Giorgio V, dal temperamento autoritario, si manifesta in maniera  acuta: segno evidente della correlazione significativa tra disagio socio-affettivo e disturbo del linguaggio.

Leggi tutto: IL DISCORSO DEL RE

IL LATO POSITIVO

 

A giorni, il 7 marzo, nelle sale cinematografiche il film fenomeno dell’anno: Il lato positivo Silver Linings Playbook  diretto da David O. Russell, tratto dal romanzo di Matthew Quick "L'orlo argenteo delle nuvole”, con protagonisti Bradley Cooper e Jennifer Lawrence.

Otto nomination ai premi Oscar del 2013, Oscar alla Miglior attrice protagonista a Jennifer Lawrence e People's Choice Award al debutto del  Toronto International Film Festival …

Il perché, per cominciare, del titolo originale: silver linings (fodere d'argento)  dalle buone intenzioni del protagonista Pat  a rimettersi in gioco, dopo il black out del cervello e dell’anima  nel malessere esistenziale. Riconquistare la moglie, fare jogging, leggere  libri  per compiacere la sua  amata “prof” sono le buone intenzioni che, al modo di Bridget Jones,  annoterà  su un libriccino (playbook) pur assente nella versione filmica.

Pat Solitano, forse un italo- americano (?!), conosce l’amaro senso dell’ abbandono “ al confine” della mente: nella condizione di borderline, ha perso  tutto - moglie, casa, lavoro - reagendo con aggressività e violenza.   

Dopo otto mesi in un istituto psichiatrico di rieducazione, tra manie ed inibizioni, è mosso da un autentico disegno di vita: la  riconquista della  moglie, il centro del suo mondo affettivo.

Torna nel “nido”, affatto rassicurante della sua famiglia di origine, per riscoprirsi smarrito osservatore di comportamenti tutt’altro che equilibrati: la maniacale dipendenza del padre dalle scommesse unita al sogno improbabile  di aprire un ristorante, la  indisponibilità affettiva di un fratello, Jake, che lo ha sempre messo in ombra, la passione (anche essa ossessiva) dell’intera famiglia  per i Philadelphia Eagles!

Alla ricerca di una “ identità permanente”, Pat  si affida alla compagna di istituto, Tiffany - altro prototipo “anormale” di vedova con problemi di dipendenza dal sesso e temperamento acceso -   che  gli complica, se possibile,  la vita equilibrata apparentemente ritrovata.

Leggi tutto: IL LATO POSITIVO

A proposito di Schmidt

Segnalatoci da un amico-follower UIl  appassionato di cinema,  confermiamo,   A proposito di Schmidt” è uno di quei film da riscoprire  per l’intensità scenica di  Alexander Payne  e la superlativa  interpretazione di Jack Nicholson intorno al tema, scomodo  ma pur sempre coinvolgente, del bilancio di una vita.

“Lo so, siamo tutti ben poca cosa di fronte all’Universo, e suppongo che il massimo che uno possa sperare è di fare qualche volta la differenza. Ma io quando mai ho fatto la differenza? C’è una cosa al mondo migliorata grazie a me?

Sono le parole del monologo di Warren, il protagonista,  pronunciate con la voce di chi sta sfogliando la sua vita come le pagine di un libro dirette al cuore di  ognuno di noi.

Chi è Warren Schmidt? Tutt’altro che uomo dall’animo sensibile, propenso alla riflessione,  Warren, è un misantropo che ha speso una vita in una società di assicurazioni e all'età di 66 anni va in pensione. Sarebbe il momento di godersela, ma la moglie Helen muore all'improvviso. Dolore inconsolabile per la perdita del vero, autentico amore? Neanche questo …  realistico smarrimento  di fronte al  consolidato, per di più conflittuale, menage familiare. Di qui il disegno di salvare l’unica adorata figlia  dalla convenzione del matrimonio con un bellimbusto venditore di materassi ad acqua. L’attività del futuro genero non può che farci sorridere per la carica metaforica  del talamo nuziale!

Leggi tutto: A proposito di Schmidt

Informazioni aggiuntive