All’esame la traccia d’esame su Claudio Magris

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20-06-2013


A costo di risultare impopolari, lo ribadiamo la traccia su Claudio Magris  non era niente male - suggestiva e di spessore culturale -   se non fosse stata,  e non è da poco,  in evidente contrasto con i criteri ( parola abusata e poco osservata) della scelta MIUR.

Di Luciano Flavini  la dichiarazione-indicazione da noi riportata   che "l’analisi del testo deve ricadere su un autore del ‘900 tra i più noti " di cui però viene selezionata un’opera poco conosciuta, per “favorire un contributo personale dello studente” nel delicato equilibrio valutativo  tra diligenza nello studio e autonoma capacità di interpretazione.

Di certo Claudio Magris è noto e stimato: germanista, traduttore di Arthur Schnitzler ed  Henrik ibsen è l’autore di “L’infinito viaggiare”(2008): l’ ampio diario, il resoconto dei più recenti viaggi compiuti in varie parti del mondo. 

E’ tanto noto che nel 2012 la Mondadori gli ha dedicato un volume della collana Meridiana: una novità editoriale come “ novità”  è stata , in tutta evidenza, nelle tracce d’esame.

 

Commenti , twitter e picconate sui social network  del tutto immeritati dall’uomo di cultura -   una rarità  sul panorama letterario contemporaneo -   ma certamente comprensibili nell’ansia da prestazione d’esame :   di Magris non si  sapeva nulla.

Se adatta ad un compito di scrittura creativa per la qualità suggestiva dell’infinito viaggiare nella vita , la traccia era  inadeguata nella tipologia dell’analisi testuale  con richiesta di  “un’interpretazione complessiva del testo proposto facendo riferimento ad altri testi di Magris..."

L’insegnamento della letteratura del Novecento  a scuola include  Svevo ,  Pirandello ed in emergenza  esami Ungaretti, Montale e Saba… il postmoderno  non è noto.

FARE innovazione all’esame è “ unfair” : un anglicismo scelto  per l’assonanza del “non fare” bene. Se modernità  deve essere , lo deve essere a tutto tondo: programmatica, metodologica e, infine,  valutativa.

Incolpevoli quanti hanno pensato o twittato  “Chi c…. è Magris?!” o si siano  chiesti se fosse uno yogurt … non  i “saggi” della Scuola. Al prof Magris le nostre  scuse, nell’impegno alla divulgazione delle sue opere.

Conoscere -  lui scrive e ci insegna - nell’ Infinito Viaggiare -  è spesso, platonicamente, riconoscere, l'emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell'attimo ma accolto come proprio. Per vedere un luogo occorre rivederlo. Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell'incontro, della seduzione e dell'avventura”.

Peccato che l’avventura con la sua raffinata scrittura  sia  stata  l’esame di maturità… Vale, comunque, per Claudio Magris  la frase  di Oscar Wilde “Bene o male , purchè se ne parli !”.

Da ieri è certamente più noto alla Scuola e non solo …