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PREVIDENZA & FINANZIARIA

REDAZIONE

10 gen 2024

GLI INTERVENTI DEL GOVERNO PEGGIORANO LA CONDIZIONE DEI LAVORATORI

DALLA LEGGE DI BILANCIO E DAL MILLEPROROGHE NON ARRIVANO LE SOLUZIONI ATTESE. PREVISTA UNA MORATORIA PER LA REGOLARIZZAZIONE DELLE POSIZIONE CONTRIBUTIVE

Il 30 dicembre 2023 è stata approvata la Legge di Bilancio per il 2024 che contiene poche novità sul piano pensionistico sostanzialmente peggiorative rispetto al passato. E’ stato, altresì, varato il decreto Milleproroghe, che dovrà essere trasformato in Legge entro 60 giorni, che prevede, sempre sul piano pensionistico, la proroga della sistemazione contributiva entro il 31 dicembre 2024.

Procediamo con ordine.

NOVITA’ IN CAMPO PENSIONISTICO

La prima novità, la più interessante, riguarda l’abolizione della norma contenuta nella Legge Fornero che non consentiva l’erogazione dell’assegno pensionistico a coloro che avevano 67 anni e 20 di contribuzione e il calcolo della pensione non superava di 1,5 volte l’assegno minimo (€ 534,40). L’altra riguarda tutti coloro che si trovano nel sistema di calcolo contributivo (lavoratori che hanno iniziato a versare i contributi dall’01.01.1996). Costoro potranno chiedere a riscatto, nel 2024 e 2025, tutti i periodi non lavorati tra un contratto e l’altro. Tale norma è stata già inserita, la prima volta, nel Decreto Legge n° 4 del 29 gennaio 2019. 

Le altre novità sono tutte peggiorative rispetto al passato e riguardano:

1)      Quota 103: per coloro che possiederanno un’età di 62 anni e 41 di contribuzione entro il 31.12.2024. La domanda dovrà essere presentata con il sistema Polis del Ministero dell’Istruzione e del Merito, entro il 29 febbraio 2024.. Il calcolo della pensione, però, avverrà col sistema contributivo. Nulla cambia per la Quota 103 di coloro che hanno 62 anni e 41 di contribuzione entro il 31.12.2023, per i quali continuerà ad essere applicato il sistema di calcolo misto.

2)      Opzione donna: cambia solo l’età anagrafica che è di 61 anni, con 35 di contributi effettivi senza quelli figurativi, con diminuzione di 1 anno per ogni figlio fino ad un massimo di 2. Tale opzione è destinata ai seguenti soggetti:

a)      Donne che assistono parenti disabili in situazione di gravità;

b)      Disabili con invalidità almeno del 74%;

c)      Personale in esubero.

3)      APE sociale: viene prorogata al 31 dicembre 2024 la richiesta di accesso all’APE sociale per coloro che hanno un’età di 63 anni e 5 mesi, con 30 anni di contribuzione, per chi assiste parenti disabili in situazione di gravità o possiede una invalidità almeno del 74%. L’età contributiva diventa di 36 anni per chi svolge mansioni usuranti.

NOVITA’ IN CAMPO FISCALE

Sul piano fiscale, la Legge di Bilancio riduce gli scaglioni IRPEF da 4 a 3. Fino a € 28.000,00 si applica il 23%; da € 28.000,001 a € 50.000,00 il 35% e oltre € 50.000,00 il 43%. Si tratta non di una riforma strutturale, bensì di un provvedimento temporaneo limitato al solo anno 2024.  

Per quanto riguarda l’una tantum già applicata nel 2023, la stessa viene effettuata nella misura dell’1,5% solo sullo stipendio tabellare per 13 mensilità per i lavoratori dipendenti. Per gli stessi, viene reiterato nel 2024 l’esonero IVS (contributo Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) (1), pari al 7% dell’imponibile lordo fino a € 1.923,00 mensili e al 6% fino a € 2.692,00 lordi mensili per 12 mensilità, con calcolo effettuato mese per mese.

In conclusione, risulta significativamente peggiorata la possibilità e le modalità di uscita per i lavoratori che intendessero accedere al pensionamento anticipato con un irrigidimento complessivo del sistema. 

L’analisi completa verrà condotta venerdì 12 gennaio p.v. alle ore 10.00, in un incontro da tenersi con i referenti sindacali regionali dell’ambito previdenza, da tenersi in modalità video conferenza. 

Per le notevoli complessità che continuano a riguardare gli aspetti previdenziali dei lavoratori dipendenti, si ritiene necessario potenziare i servizi di consulenza sui territori in modo da poter informare correttamente i lavoratori della scuola sulle scelte da compiere, valutando esattamente i tempi in cui le stesse devono essere effettuate per ottimizzare le rispettive posizioni.

(1) Il contributo ha la finalità di assicurare sia i lavoratori contro l’interruzione della propria attività determinata da inabilità o anzianità e i superstiti in caso di decesso del titolare.


Francesco Sciandrone Responsabile Dipartimento Previdenza

Giancarlo Turi Segretario organizzativo

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